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― Il dg dell'associazione Di Caterina: "Avevamo presentato proposte concrete per l'intero comparto, ma le priorità del governo sono state altre"

Un settore strategico ed essenziale come quello del trasporto e della logistica ha bisogno di interventi immediati e strutturali, non solo di ringraziamenti. Lo abbiamo più volte sottolineato e, anche adesso dopo le bozze del Decreto Rilancio circolate nelle ultime ore, lo ribadiamo con ancor più forza. Ci aspettavamo dal Governo misure straordinarie di sostegno alle aziende e ai lavoratori del comparto”. Sono parole dure quelle di Marcello Di Caterina, direttore generale dell’associazione logistica dell’intermodabilità sostenibile (Alis), nelle ore in cui è in fase di approvazione il cosiddetto Decreto Rilancio, la cui bozza prevede uno stanziamento in deficit di 55 miliardi di euro a sostegno dell’economia dell’Italia per affrontare la fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

“Per il Governo le priorità sono state altre”

Tra le misure previste dal nuovo decreto ci sono la proroga del versamento dei contributi, dell’Irap e dell’Imu per determinate categorie di imprese, l’aumento della cassa integrazione di altre nove settimane e nuovi bonus per lavoratori e aziende. Molte erano state, in queste settimane, le proposte arrivate al governo dalle associazioni di categoria legate al settore della logistica.

Secondo Di Caterina, però, la linea del Governo sembra essere un’altra. “Le priorità sono state altre, non certo il nostro settore ed il suo rilancio, nonostante lo spirito eroico con il quale le nostre imprese ed i nostri lavoratori hanno affrontato l’emergenza nell’interesse del Paese – tuona il direttore generale di Alis. In tutta Europa sono stati introdotti regimi e dati aiuti a interi settori, non a singole imprese, mentre in Italia pare si stia scegliendo di fare il contrario, con la conseguenza di aumentare il gap concorrenziale e le difficoltà degli autotrasportatori e di tutti gli operatori logistici”.

Le proposte di Alis al Governo per sostenere trasporti e logistica

Alis aveva proposto l’istituzione di un credito di imposta per le imprese del settore, oltre a misure rapide per risolvere il problema della liquidità e della tassazione sul lavoro, come la decontribuzione per il 2020 o la premialità per le imprese che non hanno usufruito di cassa integrazione e che hanno mantenuto i livelli occupazionali pre-emergenza. Tra le altre misure chieste da Alis, anche il pagamento immediato delle risorse già stanziate a favore dell’autotrasporto negli anni precedenti e non ancora erogate alle aziende.

Ma, conclude Di Caterina, “niente di tutto ciò ha trovato spazio nelle bozze del decreto Rilancio. Rappresentiamo oltre 1.500 aziende che, con le proprie forze e senza sussidi pubblici, ogni giorno forniscono servizi essenziali al Paese: questa è l’Italia che deve essere rilanciata se vogliamo continuare a competere sui mercati europei e mondiali e ad assicurare crescita e benessere a tanti e non solo a qualcuno“.