tasse
― Dai bonus baby sitter alla proroga dei versamenti Irap e Imu: tutte le novità previste dal nuovo decreto da 55 miliardi di euro

Cinquantacinque miliardi di euro a sostegno dell’economia italiana, a pochi giorni dall’ingresso nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus. È questa la cifra pronta per essere stanziata in deficit attraverso il decreto Rilancio, che è stato approvato in queste ore al termine del Consiglio dei Ministri. Circa 25 miliardi andranno a sostegno dei lavoratori, 15 alle imprese, come ha spiegato il premier Giuseppe Conte mercoledì sera in una conferenza stampa. Alcune tra le novità sono le proroghe dei versamenti dei contributi e della cassa integrazione, i bonus baby sitter e anche gli sgravi per l’efficienza energetica. Ecco le principali misure adottate dal governo, contenute nel documento che raggruppa oltre 250 articoli: “Parliamo di 55 miliardi, pari a due leggi di bilancio”, ha detto Conte.

Rinvio delle scadenze del fisco a settembre

E’ prevista la cancellazione del versamento dell’Irap fissata al 16 giugno per le imprese con ricavi fino a 250 milioni di euro (è stata eliminata in questo caso la condizione di perdita del 33 per cento sul fatturato). I pagamenti di Iva, ritenute e contributi previdenziali, oltre che cartelle esattoriali, è posticipato al 16 settembre. Il decreto rilancio prevede anche l’abolizione della prima rata dell’Imu per le strutture alberghiere

Cassa integrazione prorogata

E’ prevista la proroga di nove settimane degli assegni di cassa integrazione, oltre alle nove già previste dal precedente decreto Cura Italia. Delle nove settimane di proroga, cinque potranno essere utilizzate fino alla fine di agosto mentre le ultime quattro solamente nei mesi di settembre e ottobre. Le procedure saranno semplificate in modo da garantire la cassa integrazione entro 30 giorni.

Bonus autonomi e reddito di emergenza

A chi ha già beneficiato nel mese di marzo dell’indennità di 600 euro, la stessa somma è erogata anche per il mese di aprile 2020. Ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data di entrata in vigore del decreto, iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, è riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro, così come ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto.

Fondo perduto per aziende in difficoltà

E’ previsto un contributo a fondo perduto “a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario e titolari di partita Iva“. Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Nello specifico:

  • 20 per cento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto
  • 15 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto
  • 10 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto

Sgravi per l’efficienza energetica

Il decreto Rilancio prevede uno sgravio fiscale fino al 110 per cento delle spese sostenute per realizzare interventi di riqualificazione energetica e antisismica dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Il recupero è fissato in cinque quote annuali ma ci sarà la possibilità di cedere tutto il credito all’azienda che ha effettuato i lavori.

Sconti su affitti e bollette per le pmi

Per le aziende con un fatturato inferiore a cinque milioni che abbiano registrato una riduzione almeno del 33 per cento tra aprile 2019 e aprile 2020, sono previsti oltre agli aiuti a fondo perduto anche credito d’imposta del 60 per cento sui canoni di affitto e il congelamento degli oneri fissi sulle bollette.

Bonus baby sitter e congedi parentali

E’ stato raddoppiato il contributo per la babysitter da 600 a 1.200 euro e potrà essere utilizzato anche per i centri estivi. Per quanto riguarda il congedo parentale, che si potrà richiedere fino al 31 luglio, è confermato il pagamento al 50 per cento per chi ha figli di età fino a 12 anni per un periodo continuativo fino a 30 giorni.

Riduzione delle ore di lavoro

Tra le norme previste dal decreto rilancio c’è anche quella che consente di ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, a patto che una parte dell’orario venga utilizzata per la formazione (che sarà finanziata dallo Stato).

Bonus vacanze

Il decreto prevede anche un incentivo alle famiglie con Isee fino a 50 mila euro che decidono di soggiornare in una struttura ricettiva in Italia. Il decreto «riconosce, a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 40 mila euro, un credito relativo al periodo d’imposta 2020 per i pagamenti legati alla fruizione dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive dagli agriturismi e dai bed & breakfast». E’ previsto un bonus per 500 euro per ogni nucleo familiare.

Il 19 maggio 2020 il decreto Rilancio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è consultabile a questo link