Le attività logistiche sono tra quelle realtà a cui, negli ultimi 2 mesi, è stato chiesto uno sforzo speciale, specie a quelli che lavorano in settori essenziali.

Mentre svariate attività sono state sospese, molti addetti della supply chain hanno continuato a lavorare, in condizioni spesso diverse, da vari punti di vista. Carrelli elevatori, commissionatori, transpallet… hanno continuato a circolare per i magazzini, caricando camion e furgoni destinati al rifornimento di supermercati, farmacie e ospedali.

Turni, suddivisione dello staff a scaglioni, rinuncia alla maggior parte dei momenti di convivialità sul posto di lavoro… tutti aspetti che facilmente incidono sull’aumento dello stress.

Lavorare sotto stress è uno dei principali fattori in grado di mettere a repentaglio la sicurezza.

In questo momento invece, più che mai, la sicurezza deve essere centrale perché, ai danni che già conosciamo, si è aggiunto un nuovo pericolo, legato alla diffusione del virus, per affrontare il quale non siamo ancora attrezzati!

La sicurezza consente, anche da questo punto di vista, di contrastare il pericolo. Per questo è essenziale che il lavoratore sia tutelato.

  • L’ambiente deve essere idoneo,
  • la persona deve essere dotata dei dpi necessari
  • ma anche, non ultimo, deve anche essere in condizione di poter gestire momenti di stress e carichi di lavoro, in modo da non mettere a repentaglio la sicurezza sua, l’incolumità dei colleghi e dell’ambiente.

Chissà cos’è successo al guidatore di questo commissionatore, di certo, nonostante il disastro, poteva andare davvero peggio!