Decreto Liquidità: tutte le misure previste

L’emergenza sanitaria in corso sta mettendo a dura prova le attività economiche del Paese.
Il Governo sta mettendo in piedi un sistema di incentivi a supporto della Aziende, le principali direttive sono contenute nel Decreto Liquidità.

Per aiutare le imprese a fare chiarezza, ANIMA Confindustria Meccanica Varia, ha parlato del DL Liquidità in un webinar dedicato nel quale sono intervenuti:

  • Alessandra Greco, Confindustria Area Credito e Finanza
  • Sergio Silva Barradas, Head of Commercial Planning and Control – CDP imprese (Cassa Depositi e Prestiti)
  • Luca La Ragione, Business Unit Strumenti di garanzia e agevolazioni – Responsabile Sviluppo – Mediocredito Centrale S.p.A.

Hanno illustrato gli aspetti principali delle misure e degli strumenti su cui le imprese della meccanica si devono focalizzare per accedere alla liquidità, resa disponibile per garantire la continuità aziendale.

Dai loro interventi è emerso che le misure offrono delle coperture che vanno dal 70 al 100% e si parla di misure di garanzia, non di indennizzi.
Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione Piattaforma Imprese che raggruppa in uno strumento organico tre distinti “Plafond” dedicati all’accesso al credito dei diversi comparti imprenditoriali. Le risorse di CDP sono veicolate attraverso il canale bancario, per accedere alla liquidità a tassi calmierati con tempi più dilatati, bisogna infatti richiedere i fondi alle banche aderenti.
Altro punto emerso: l’accesso al fondo avviene senza valutazione della rischiosità, quindi  sono ammesse anche le imprese che sarebbero catalogate come rischiose.

Il Decreto Liquidità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si basa sulla conversione e sul potenziamento di uno strumento già esistente a supporto delle imprese: il Fondo di Garanzia per le Pmi.

Fondo di Garanzia

Con le novità introdotte valevoli fino al 31 dicembre 2020, il Fondo è in grado di garantire fino a 100 miliardi di euro di liquidità, anche alle imprese fino a 499 dipendenti.
L’accesso è anche stato snellito nelle sue procedure burocratiche.

Il Fondo è stato strutturato per agire su tre fronti:

• garanzia al 100% per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito. In questo caso le banche potranno erogare i prestiti senza attendere il via libera del Fondo di Garanzia;
• garanzia al 100% (di cui 90% Stato e 10% Confidi) per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 800.000 euro, senza valutazione andamentale;
• garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, senza valutazione andamentale.

Il Fondo prevede la Gratuità della garanzia.
L’importo massimo garantito, per singola impresa, è stato elevato da 2,5 a 5 milioni di euro. Può essere richiesto anche dalle grandi imprese (con numero di dipendenti non superiore a 499).
Sono state innalzate le percentuali di copertura della garanzia.

È possibile accedere al Fondo (con copertura dell’80% in garanzia diretta e al 90% in riassicurazione) per operazioni di rinegoziazione di finanziamenti esistenti. La condizione è che sia prevista la contestuale erogazione di credito aggiuntivo al soggetto beneficiario pari ad almeno il 10% dell’importo del debito rinegoziato.

La garanzia è concessa senza valutazione del soggetto beneficiario, anche a soggetti segnalati in centrale rischi (“inadempienze probabili”, in presenza di operazioni classificate come “scadute” o “sconfinanti deteriorate” successivamente alla data del 31 gennaio 2020).
Ammesse anche le imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione o hanno presentato un piano di risanamento.

Non sono previste commissioni in caso di mancato perfezionamento dei finanziamenti garantiti.

È prevista la possibilità di cumulo della garanzia del Fondo con altre garanzie per le operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a euro 500.000,00.

Prestiti bancari attraverso Sace

È stata prevista la possibilità di concedere alle imprese garanzie statali sui prestiti bancari attraverso Sace, nonché misure tese a potenziare gli strumenti per sostenere l’esportazione del made in Italy, l’internazionalizzazione e gli investimenti delle aziende.

Per le imprese di grandi dimensioni e le PMI, inclusi lavoratori autonomi e liberi professionisti, che abbiano esaurito la propria capacità di accesso al Fondo centrale di Garanzia, si prevede la concessione fino al 31 dicembre 200 di una garanzia di SACE sui finanziamenti bancari.

Tale garanzia è prevista se il finanziamento ha determinate caratteristiche, in linea con le indicazioni del Temporary Framework della Commissione sugli aiuti di Stato alle imprese colpite dall’emergenza.

Le condizioni sono:
• la durata non può essere superiore a 6 anni, con possibilità di avere fino a 24 mesi di pre-ammortamento;
• l’impresa beneficiaria non deve essere inclusa nella categoria delle imprese in difficoltà e non avente esposizioni deteriorate, salvo quelle maturate da febbraio 2020;
• l’importo garantito non può essere superiore al maggiore tra il 25% del fatturato annuo dell’impresa del 2019 e il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019;
• l’impresa beneficiaria deve impegnarsi a non approvare la distribuzione di dividendi nei dodici mesi successivi all’erogazione del finanziamento e di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

A queste condizioni è prevista una copertura:
• pari al 90% dei finanziamenti destinati a imprese con meno di 5mila dipendenti in Italia e fatturato non superiore a 1,5 miliardi;
• pari all’80% dei finanziamenti destinati a imprese con più di 5mila dipendenti in Italia e fatturato compresso tra 1,5 e 5 miliardi (su base consolidata);
• pari al 70% per imprese con fatturato superiore a 5 miliardi (su base consolidata).

Sostegno all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti delle imprese

Al fine di rafforzare le attività di esportazione e internazionalizzazione delle imprese, si modifica il funzionamento dell’intervento di SACE introducendo un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE, per i rischi non di mercato, sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

La nuova normativa Golden Power

La normativa sul Golden Power è stata estesa alla difesa delle PMI e delle principali filiere produttive del Paese.
L’ambito applicativo del Golden Power viene esteso a tutti i settori ritenuti di rilevanza strategica dalla disciplina europea sullo screening degli investimenti esteri diretti a investimenti effettuati da soggetti appartenenti all’Unione europea, per la difesa delle PMI e delle principali filiere produttive del nostro Paese.

Potranno essere bloccate eventuali operazioni di acquisizione di aziende del tessuto produttivo italiano ed espressione dell’interesse nazionale che avvengono anche in ambito europeo.

Si potranno controllare operazioni societarie, scalate eventualmente ostili, non solo nei settori tradizionali delle infrastrutture critiche e della difesa, ma anche in quello finanziario, creditizio, assicurativo, energia, acqua, trasporti, salute, sicurezza alimentare, intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, cybersecurity.

Per garantire la massima efficacia della norma è stato ampliato l’obbligo di comunicazione per le acquisizioni societarie ed è stata introdotta la possibilità per il Governo di procedere con l’esercizio dei poteri speciali anche d’ufficio, se le imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti.

Le misure fiscali

Credito d’imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro

Vengono incluse tra le spese ammesse al credito d’imposta, anche quelle per: sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), acquisto e installazione di altri dispositivi di sicurezza (barriere e pannelli protettivi…). Sono compresi i detergenti mani e i disinfettanti.

Sospensione di versamenti tributari e contributivi

Viene disposta la proroga della sospensione di tributi e contributi per altri due mesi, e di quella relativa agli sgravi per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale.
La norma si rivolge ad attività con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in Italia, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta. Per tali soggetti sono sospesi, rispettivamente, per i mesi di aprile e di maggio 2020, versamenti delle ritenute fiscali e previdenziali, i versamenti IVA.

Per le attività nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, la sospensione si applica a prescindere dal volume dei ricavi e dei compensi del periodo d’imposta precedente.
La sospensione trova altresì applicazione anche per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 50 milioni di euro che hanno subito una riduzione del fatturato superiore al 50 per cento.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020.

Proroga sospensione ritenute sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni inerenti rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari

La norma prevede, per le imprese con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro, il non assoggettamento dei ricavi e dei compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. alle ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo e ritenute d’acconto sulle provvigioni inerenti rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari, da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

Metodo previsionale acconti giugno

Visto che la crisi sanitaria potrebbe aver causato una diminuzione dell’imponibile fiscale ai fini del calcolo dell’Irpef, dell’Ires e dell’Irap, la disposizione favorisce la possibilità di calcolare e versare gli acconti dovuti utilizzando il metodo “previsionale” anziché il metodo “storico”.

Semplificazioni per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche

Nel caso in cui l’ammontare dell’imposta dovuta per le fatture elettroniche emesse nel primo trimestre solare dell’anno sia di importo inferiore a 250 euro (ma l’importo complessivo dell’imposta dovuta per il primo e secondo trimestre è superiore a 250 euro), il versamento può essere effettuato nei termini previsti per il versamento dell’imposta relativa alle fatture emesse nel secondo trimestre dell’anno. Se, considerando anche l’imposta dovuta per le fatture emesse nel secondo trimestre dell’anno, l’importo complessivo da versare resta inferiore a 250 euro, il versamento dell’imposta relativa al primo e secondo trimestre dell’anno può essere effettuato nei termini previsti per il versamento dell’imposta dovuta in relazione alle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre dell’anno di riferimento. Restano ferme le ordinarie scadenze per i versamenti dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche emesse nel terzo e quarto trimestre solare dell’anno.

Le altre misure per le imprese previste nel decreto liquidità

Differimento dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza
In questo quadro macroeconomico emergenziale si dispone il rinvio integrale al 1° settembre 2021 dell’entrata in vigore del decreto legislativo 12 gennaio 2019, relativo al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Disposizioni temporanee in materia di riduzione del capitale

Il provvedimento mira a evitare che la perdita del capitale, dovuta alla crisi da Covid-19 e verificatasi nel corso degli esercizi chiusi al 31 dicembre 2020, ponga gli amministratori di un numero elevatissimo di imprese nell’alternativa tra l’immediata messa in liquidazione, con perdita della prospettiva di continuità per imprese anche performanti, ed il rischio di esporsi alla responsabilità per gestione non conservativa ai sensi dell’articolo 2486 del codice civile. La sospensione degli obblighi previsti dal codice civile in tema di perdita del capitale sociale, per contro, tiene conto della necessità di fronteggiare le difficoltà dell’emergenza Covid-19 con una chiara rappresentazione della realtà, non deformata da una situazione contingente ed eccezionale. Resta invece ferma la previsione in tema di informativa ai soci, peraltro prevista, per la società per azioni, dall’art. 58 della Direttiva 1132/2017.

Disposizioni temporanee sui principi di redazione del bilancio

La norma mira a favorire la tempestiva approvazione dei bilanci delle imprese (in quanto anche nel contesto attuale tale approvazione mantiene un’essenziale funzione informativa), consentendo alle imprese di affrontare le difficoltà dell’emergenza Covid-19 con una chiara rappresentazione della realtà, operando una riclassificazione con riferimento alla situazione fisiologica precedente all’insorgere dell’emergenza medesima.

Disposizioni temporanee in materia di finanziamenti alle società

L’esigenza di incentivare i canali necessari per assicurare un adeguato rifinanziamento delle imprese rende opportuna la temporanea disattivazione dei meccanismi di postergazione dei finanziamenti effettuati dai soci o da chi esercita attività di direzione e coordinamento.

Disposizioni in materia di concordato preventivo e di accordi di ristrutturazione

La norma in esame prevede una serie di interventi inerenti le procedure di concordato preventivo o gli accordi di ristrutturazione, al fine di salvaguardare quelle procedure aventi concrete possibilità di successo prima della crisi epidemica.

Disposizioni temporanee in materia di ricorsi e richieste per la dichiarazione di fallimento e dello stato di insolvenza

Misura eccezionale e temporanea ma a valenza generale alla luce della estrema difficoltà, nella situazione attuale, di subordinare la riconducibilità o meno dello stato di insolvenza all’emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del COVID-19. Si è optato per una previsione generale di improcedibilità di tutte quelle tipologie di istanze che coinvolgono imprese di dimensioni anche grandi ma tali da non rientrare nell’ambito di applicazione del decreto legge 23 dicembre 2003, n. 347 (c.d. “Decreto Marzano”), mantenendo il blocco per un periodo limitato, scaduto il quale le istanze per dichiarazione dello stato di insolvenza potranno essere nuovamente presentate.

Sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito

L’articolato sostanzialmente estende a tutto il territorio nazionale – dal 9 marzo 2020 al 30 aprile 2020 – il contenuto dell’art. 10 comma 5 del decreto legge 2 marzo 2020 n. 9, che viene abrogato, fermi restando gli effetti prodotti nel periodo compreso tra il 22 febbraio 2020 e l’8 marzo 2020. Inoltre, le nuove disposizioni chiariscono, dandone una interpretazione autentica, il contenuto dell’articolo abrogato con specifico riferimento agli assegni bancari e postali, a beneficio di tutti gli attori coinvolti nell’utilizzo e nella gestione di tali titoli di credito (banche, Poste, pubblici ufficiali incaricati di elevare il protesto, traenti e beneficiari degli assegni).