― Il rischio da esposizione virale al coronavirus è diventato un rischio professionale per tutti i lavoratori. Dal DVR alla formazione, tutte le prassi per limitare il contagio

Con i decreti che estendono a tutto il territorio italiano la normativa relativa alle zone controllate non sussiste più alcun dubbio riguardo il fatto che chi lavora è soggetto ad un rischio aggiuntivo rispetto a chi è obbligato a stare a casa in assenza di giustificati motivi dettati da necessità oggettive di spostamento.
Pertanto, risulta obbligatorio valutare, all’interno del DVR di ogni azienda, il rischio biologico virale da coronavirus per ogni attività lavorativa. E garantire ai propri lavoratori, i Dpi necessari a svolgere il proprio mestiere riducendo il contagio.
I dipendenti, dal canto loro, saranno chiamati ad osservare tutto un insieme di misure utili a scongiurare il rischio di contagio in azienda. Vediamo quali.

Il DVR e la dichiarazione del datore di lavoro

Per garantire la sicurezza e la salubrità dei posti di lavoro e tutelare i dipendenti dal rischio di agente biologico virale, Il datore di lavoro dovrebbe consegnare ad ogni dipendente una dichiarazione scritta in cui esso afferma di aver valutato in collaborazione con il proprio RSPP, all’interno del DVR:

  • il rischio da agenti biologici virali mansione per mansione e di aver adottato per ognuna le misure di protezione e prevenzione adeguate, le istruzioni, i dispositivi di protezione individuale;
  • di aver adottato, all’interno dell’azienda, le misure di contenimento del rischio di contagio virale tra cui il mantenimento delle distanze di sicurezza, la sanificazione dei locali e di aver inoltre definito quali mansioni necessitano di quali DPI;
  • che i soggetti con sintomatologia riconducibile a Covid-19 (tra cui un’alterazione della temperatura superiore ai 37.5 C) debbano rimanere presso il proprio domicilio, limitando i contatti sociali e segnalando il proprio stato di salute al medico curante;
  • che ai soggetti positivi al virus è fatto divieto assoluto di accedere al luogo di lavoro;
  • indicazione di eventuali misure di controllo degli accessi adottate.

Misure di pulizia e sanificazione

Oltre all’adozione di tali misure, l’azienda è tenuta a garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro provvedendo a:

  • pulire e sanificare i locali con cadenza giornaliera e periodica, ivi incluse le postazioni di lavoro (mouse, tastiere, schermi), aree comuni e di svago
  • vietare le riunioni ad eccezione di quelle urgenti (per le quali è necessario rispettare la distanza interpersonale)
  • chiudere reparti le cui attività possano essere svolte anche in modalità smart working
  • consentire accessi scaglionati nelle aree di lavoro comuni.

Norme di comportamento e corretta prassi igienica

Il lavoratore, dal suo canto deve esigere dal datore e rispettare le misure igienico-sanitarie suggerite dalla comunità scientifica, quali:

  • utilizzo di mascherine
  • lavaggio frequente delle mani
  • divieto di contatto ravvicinato, strette di mano, abbracci
  • mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro
  • evitare l’uso promiscuo di bicchieri e bottiglie
  • evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani
  • coprirsi bocca e naso quando si starnutisce e tossisce
  • pulire le superfici con disinfettante a base di alcol
  • usare la mascherina se si sospetta di essere malati

L’aggiornamento della formazione professionale

Ai sensi dei provvedimenti e protocolli nazionali, vengono sospesi i corsi professionali anche obbligatori. Il mancato aggiornamento della formazione professionale e abilitante, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione. E ciò sia per quanto attiene le figure deputate alla sicurezza che, solo a titolo d’esempio i carrellisti. L’aggiornamento dovrà essere tempestivamente completato una volta ripristinate le ordinarie attività formative nelle forme consentite dalla normativa vigente. Resta ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, effettuate mediante collegamento telematico in videoconferenza, che si ritiene equiparata a tutti gli effetti alla formazione in presenza.