Marino Convento, CEO GM Electric ci racconta come sta andando l'emergenza sanitaria.

Per un’azienda del settore carica batterie, garantire l’affidabilità del prodotto al cliente è, oggi ancora più di ieri, essenziale. Per questo GM Electric, con tutte le precauzioni necessarie per la salute, sta supportando i suoi clienti con servizi, prodotti e assistenza.

Il periodo si sta anche rilevando però portatore di nuove pratiche, di cui far tesoro anche per il prossimo futuro, e potrebbe anche avvicinarci di più all’uso di nuove tecnologie.

Come state vivendo questo periodo dall’inizio dell’emergenza sanitaria?

È un periodo surreale! I rapporti umani a cui eravamo abituati, fatti di strette di mano, saluti, abbracci, e su cui si basa la nostra quotidianità, sono stati stravolti. Così i rapporti con i clienti, con i fornitori, con i collaboratori aziendali.
Siamo in primo luogo preoccupati per la salute di tutti, abbiamo adottato fin da subito le misure atte a proteggere i lavoratori.

Come è cambiato il vostro lavoro sia nella vostra organizzazione interna che nel rapporto con i clienti?

Ci siamo organizzati, per le attività che lo consentono, compresa l’assistenza tecnica, con il lavoro da casa. Andiamo in azienda solo se necessario, solamente per svolgere quelle attività dei progettisti e dei collaudatori che richiedono strumenti di misura e test imprescindibili. Siamo un’azienda di progetto e produzione, come tale non possiamo prescindere da queste attività, ma le facciamo in sicurezza: alternando le presenze in modo che gli operatori siano da soli, oppure possano mantenere le distanze di sicurezza.
I fornitori invece ci hanno presentato alcune novità di mercato in video call! Un’iniziativa che ha funzionato bene, da tenere presente anche al termine dell’emergenza perché consente di avere maggiore flessibilità negli orari, oltre a risparmiare tempo ed energie: punto a favore di questa situazione.

Uno dei vostri ultimi prodotti immessi sul mercato, Evoluxion WT-180, consente di risolve i problemi di assistenza, rimanendo in ufficio davanti al pc. Questo prodotto può rispondere alle esigenze di limitazione della mobilità introdotte in queste settimane con l’emergenza sanitaria?
Avete in lavorazione altri prodotti di questo tipo, con funzionalità da remoto?

Evoluxion WT-180 risponde a queste esigenze di mobilità limitata. Il cliente può infatti fornire i dati al proprio installatore/manutentore e snellire così l’assistenza, evitando contatti non necessari.
Stiamo già progettando altri prodotti smart con questa logica, che permettano ed incentivino questo tipo di assistenza e interazione. Ma per il momento non vogliamo svelare altro, ci stiamo lavorando!

L’emergenza sanitaria ha influito sulle richieste che vi vengono fatte dai vostri clienti?

Le richieste non sono cambiate, abbiamo però notato un incremento per tutte quelle attività di magazzinaggio, il servizio di spedizione è, in questo momento, decisamente molto richiesto.
Sicuramente, in un momento come questo, di incertezza e preoccupazione, si percepisce ancora di più nel cliente l’esigenza di un prodotto affidabile, che non crei ulteriori criticità oltre a quelle già presenti, ma che anzi offra supporto per la gestione di tutte le attività. Pensiamo alle tante aziende della logistica, su cui grava la responsabilità del rifornimento di supermercati, ospedali, farmacie… non è proprio il momento ora di essere bloccati da un fermo macchina del transpallet o del muletto, perché magari sono scarichi o l’operazione di ricarica non è andata a buon fine.

Come immaginate il mercato nel post emergenza? Su cosa bisognerà puntare secondo voi?

Il post emergenza sarà difficile, probabilmente le aziende rinvieranno gli investimenti sul rinnovo dell’attrezzatura.
Però penso che, da questo periodo, possano permanere alcune iniziative valide imposte dall’emergenza. Penso ad esempio a tutte le attività di delivery e consegna a domicilio nel campo della ristorazione. Sarebbe bello se il servizio fosse mantenuto e anzi, per i piccoli tragitti percorsi dalla maggior parte dei rider, si diffondesse l’uso di mezzi con motore elettrico anziché termico.

Qual è (se c’è) l’abitudine a cui avete dovuto rinunciare in questo periodo che più vi manca? Avete scoperto invece, in tutta questa situazione, delle buone pratiche che continuerete a mantenere anche ad emergenza finita?

Sicuramente mancano tutte le abitudini conviviali a cui abbiamo dovuto rinunciare, dal caffè al bar al mattino, al pranzo tra colleghi…
Buone pratiche sono invece tutte quelle nuove abitudini che abbiamo preso per salvaguardare la salute… il tema della distanza resta però delicato. Penso che per noi italiani sia un po’ contronatura, noi siamo per il contatto personale diretto e probabilmente, appena sarà possibile, l’abitudine al distanziamento sarà la prima che abbandoneremo… speriamo!