Cofiloc
― Abbiamo chiesto a Yann Canari, direttore generale di Kiloutou Italia, una delle principali aziende di noleggio di macchine da cantiere in Italia, come sta affrontando il lockdown causato dall'emergenza Coronavirus

“Di certo non è un momento positivo, ma possiamo trovare del buono anche in questo. Proteggiamoci l’un l’altro e facciamoci trovare pronti”. In Cofiloc, azienda trevigiana acquisita nel 2017 da Kiloutou, le parole d’ordine per affrontare il lockdown sono responsabilità, protezione e riorganizzazione.

Come vivete questo momento?

È una situazione speciale, che non ha precedenti e alla quale ci stiamo adattando. Il gruppo è concentrato nel trovare soluzioni che soddisfino le esigenze di dipendenti e clienti. Sicuramente non è un momento positivo, ma anche dalle esperienze negative si può trarre del buono, come sperimentare una diversa organizzazione del lavoro grazie allo smart working.

Quali sono i passi che state facendo o avete intenzione di fare? Sia nell’organizzazione interna che nei rapporti con i clienti.

Fino al 24 marzo il 50 per cento del personale ha lavorato in smart working, mentre ai clienti sono stati garantiti i servizi di sempre. Dopo le ultime misure del governo per fronteggiare l’evoluzione della crisi, abbiamo messo in atto un protocollo di servizio minimo. Tra le filiali è rimasta aperta solo la Sticar di Padova, in quanto serve principalmente aziende che operano in settori strategici come l’alimentare e il sanitario. Sono attive anche un’unità commerciale e una tecnica che seguono i clienti che rientrano nei criteri dei decreti governativi.

Secondo voi, quale settore della vostra attività sarà probabilmente il più penalizzato?

Tra quelli penalizzati, il settore delle costruzioni è sicuramente il principale.

Avete già pensato alle strategie da adottare per ripartire? Cosa vi aspettate, anche se è difficile da ipotizzare, dal periodo post-emergenza?

Pur concentrati sul presente, dobbiamo organizzarci per il dopo-emergenza. È legittimo prevedere che, con la riapertura dei cantieri, questo sarà caratterizzato da un’impennata del lavoro. Dobbiamo farci trovare pronti. Quindi, non appena sarà possibile riapriremo filiali e officine per essere nuovamente efficienti. Ovviamente, come abbiamo fatto finora ci adatteremo alle circostanze.

Qual è, se c’è, l’abitudine a cui avete dovuto rinunciare in questo periodo che vi manca di più?

Non frequentare più il luogo di lavoro, incontrare i colleghi, parlare faccia a faccia, pranzare… In breve, la vita! Sembra di vivere un brutto film di fantascienza. Purtroppo, gli impatti economici sono già ampiamente avvertiti e questo non è un film, ma la realtà.

Avete scoperto, in tutta questa situazione, buone pratiche che continuerete a mantenere anche dopo la fine dell’emergenza?

Ci auguriamo che l’uso di maschere e guanti non sia più necessario, fatto salvo che l’attenzione verso l’uso dei dispositivi di protezione individuale è sempre stata massima e tale rimarrà. Una buona pratica che molti avranno riscoperto è quella di lavarsi spesso le mani. A parte gli scherzi, sicuramente le riunioni in videoconferenza, anche se niente può sostituire il contatto umano. Però, guidare due ore per una riunione o un appuntamento di un’ora è antieconomico e dispendioso in termini di tempo. Senza tener conto dell’inquinamento indotto dall’uso spesso sconsiderato dei mezzi di trasporto.

La piattaforma Tuttocarrellielevatori.it è uno strumento molto prezioso per continuare ad avere un rapporto proficuo con il mercato, soprattutto in questi tempi in cui i rapporti umani sono ridotti al minimo. Lo sfruttate? Come?

La piattaforma Tuttocarrellielevatori.it è uno strumento molto prezioso per mantenere un rapporto proficuo con il mercato, soprattutto in questi tempi in cui i rapporti umani sono ridotti al minimo.

C’è un messaggio che volete trasmettere al mercato e ai vostri clienti?

Per quanto riguarda i nostri clienti, desideriamo rassicurarli che saremo al loro fianco in questa crisi. Tutti dobbiamo essere responsabili e rispettare i vincoli imposti. Questo non solo perché dettati dal Governo, ma anche per il rispetto che dobbiamo avere per la vita dei nostri concittadini. Noi latini spesso cerchiamo di aggirare o interpretare la legge in base all’interesse personale o quello della propria attività. Ora non c’è nessuna discussione da fare. Dobbiamo proteggerci l’un l’altro e aiutare gli uomini e le donne che anche in queste condizioni continuano a lavorare per la comunità.

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