Coronavirus e multe
― La sanzione da penale diventa amministrativa. Si dovranno pagare da 400 a 3mila euro. Il decreto è retroattivo: chi è già stato denunciato deve versare subito 200 euro

Da 400 a 3mila euro. E’ quanto dovrà pagare chi violerà le limitazioni sugli spostamenti durante il periodo dell’emergenza Coronavirus. Lo ha stabilito un nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ed entrato in vigore il 26 marzo 2020, che ha introdotto nuove sanzioni per chi non rispetta le norme sugli spostamenti.

La prima novità è che in caso di violazione, la sanzione non sarà più penale ma amministrativa. Il documento recita che “salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3mila euro e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento dell’autorità)”. In poche parole, chi verrà fermato lontano dalla propria abitazione senza un giustificato motivo (esigenze di lavoro, emergenze o motivi di salute), sarà punito solo con una multa. “Se il mancato rispetto delle misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo – si legge ancora nel decreto – le sanzioni sono aumentate fino a un terzo“.

Il decreto è retroattivo: tutte le persone che sono già state denunciate dall’entrata in vigore dei limiti sugli spostamenti – e sono già più di 110mila – dovranno pagare subito una multa di 200 euro. “Le disposizioni del presente articolo che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative – recita il documento – si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in  vigore  del  presente decreto, ma in tali casi le sanzioni  amministrative  sono  applicate nella misura minima  ridotta  alla  metà”.

Per chi viola la quarantena (e cioè chi esce nonostante sia risultato positivo al Coronavirus), il nuovo decreto ha introdotto una modifica: il mancato rispetto della norma verrà punito con “l’arresto da tre a 18 mesi e con l’ammenda da 500 a 5mila euro“.