― In vigore dal 10 marzo il nuovo decreto: limitare gli spostamenti nell’intero Paese. Il premier Conte: "Facciamo tutti la nostra parte".

Niente più zone rosse o arancioni: tutta l’Italia diventa «zona protetta». Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presentando il nuovo decreto firmato per limitare il diffondersi del Coronavirus. Le nuove misure sono entrate in vigore nella mattinata di martedì 10 marzo. Secondo il Direttore Generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Ghebreyesus, “la minaccia di una pandemia sta diventando reale”.

#Iorestoacasa è l’hashtag lanciato dal premier Conte, che ha invitato i cittadini ad adottare un comportamento responsabile: “Facciamo tutti la nostra parte – ha detto – rinunciando a qualcosa per il bene della collettività”.

Mobilità: cosa prevede il nuovo decreto

Le restrizioni inizialmente imposte alle cosiddette zone rosse come la Lombardia e altre undici province sono state estese a tutta Italia. Il Dpcm prevede la possibilità di uscire di casa per motivi legati alle comprovate esigenze lavorative, di salute e a situazioni di necessità, come fare la spesa, da attestare mediante autodichiarazione che potrà essere resa anche attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia in caso di controllo stradale. La violazione delle norme costituisce un reato penale, e cioè l’inosservanza di un provvedimento di un’autorità che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro. Le scuole, gli asili e le università di tutta Italia rimarranno chiusi fino al 3 aprile.

Spostamenti di lavoro e logistica: ritiro e consegna merci

Il trasporto delle merci viene considerato un’esigenza lavorativa. Sono consentiti gli spostamenti per lavoro interni e transfrontalieri, quindi per il movimento delle merci, ma devono essere limitati alle necessità di consegna o prelievo e i trasportatori non devono rientrare tra le categorie di soggetti in quarantena o positivi al Covid-19 (per i quali, invece, vige il divieto di uscire di casa). Gli spostamenti andranno comprovati con la relativa documentazione, incluso il modulo di autodichiarazione.

Tutta Italia “zona rossa”, il testo del decreto: vietati gli assembramenti

Le nuove misure:

  • Sull’intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
  • Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, solo per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali. Rimane consentito esclusivamente lo svolgimento di eventi e competizioni sportive a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico e, in tal caso, il personale medico è tenuto a effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del Coronavirus.

Negozi, e attività commerciali

I negozi di generi alimentari rientrano tra le categorie che possono rimanere aperte ma, per tutelare la salute pubblica, è necessario che adottino misure idonee ad evitare assembramenti. Niente corse e affollamenti al supermercato, quindi, è l’invito ai cittadini da parte del Governo, che ha rassicurato sul fatto che generi alimentari e altri beni di necessità si potranno acquistare tranquillamente anche nei prossimi giorni. Bar e ristoranti potranno rimanere aperti a partire dalle 6 del mattino e fino alle 18, rispettando le distanze di sicurezza di un metro tra i clienti, pena la sospensione dell’attività. Restano chiusi, invece, pub, cinema, teatri, discoteche, musei e biblioteche.

La situazione: gli ultimi bilanci

L’ultimo bilancio della Protezione Civile delle 18.30 del 9 marzo ha rivelato che in Italia sono 9.172 i contagiati, 1.797 i nuovi casi e 97 i nuovi decessi rispetto al giorno precedente (secondo l’ultimo dato disponibile le vittime in totale sono state 473). Nel mondo, il contagio si è diffuso in oltre un centinaio di Paesi e le vittime finora sono state 4.012. In Cina i decessi sono in calo: lunedì 9 marzo sono stati 17 (il numero più basso dall’inizio dell’epidemia). Viaggiare è consentito solo in caso di estrema necessità, ma molti Paesi hanno disposto la quarantena obbligatoria per chi arriva dall’Italia, anche in assenza di sintomi.