― Sembrerebbe che la nascita e la diffusione del virus siano ricollegabili alla carenza di igiene, all'assenza di pulizia, alla mancanza di una cultura che fa del cleaning un valore.

Il 2020 si è aperto con la minaccia di un nuovo virus, della famiglia dei coronavirus.

I coronavirus (che prendono il nome dalla forma del virus visto al microscopio) causano malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi. Li abbiamo già conosciuti in passato con la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Quello con cui abbiamo a che fare oggi è nuovo coronavirus (CoV), un nuovo ceppo che non era ancora mai stato identificato nell’uomo.

Igiene e pulizia: la prima difesa

Fonti autorevoli collegano il virus al mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi, sia allevati che selvatici. Questo mercato farebbe parte dei “mercati umidi” di cui si sente parlare in questi giorni. Si tratta di mercati, spesso stipati di bancarelle, dove sono presenti animali, vivi e morti, magari macellati sul momento. Le condizioni igieniche sono molto scarse, liquidi organici ristagnano, si mescolano e diventano “brodo fertile” per il proliferare di virus e batteri.

Sembrerebbe quindi che la nascita e la diffusione del virus siano ricollegabili alla carenza di igiene, all’assenza di pulizia, alla mancanza di una cultura che fa del cleaning un valore.

La pulizia principale consiglio diffuso per evitare il contagio

Sembra banale ma la Direzione Generale della prevenzione sanitaria dà ai cittadini, come prima istruzione per proteggersi dal virus (e da una serie di malattie respiratorie): l’igiene delle mani.

È necessario lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche.

Inoltre bisogna starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e, di nuovo, lavare le mani.
Si consiglia anche di evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e bevande non imbottigliate.

Il virus è ancora in studio, è necessario infatti comprendere meglio le modalità di trasmissione e le manifestazioni cliniche di questo nuovo virus.

Vedi qui le faq del ministero della Salute

Cronistoria della diffusione del Coronavirus

31 DICEMBRE 2019

La Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) segnala un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. La segnalazione vine fatta all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

9 GENNAIO 2020

Il CDC cinese riferisce che è stato identificato un nuovo coronavirus (2019-nCoV) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.

24 GENNAIO 2020

  • Al momento risultano contagiate 830 persone, 25 i decessi.
  • Blocco dei trasporti in varie città della Cina nella provincia di Hubei, culla dell’epidemia: Wuhan, Xianning, Xiaogan, Enshi e Zhijiang, Jingzhou, Huangshi, Qianjiang, Xiantao, Chibi, Ezhou, Huanggang e Lichuan.
  • 41 milioni di cittadini sono coinvolti dalle misure per contrastare l’emergenza. In molte di queste città è stata disposta anche la chiusura di luoghi aperti al pubblico (teatri o locali per il karaoke). Disposta anche la chiusura di alcune sezioni della Grande Muraglia.
  • A Pechino chiuse la Città Proibita, il Museo nazionale e la Biblioteca Nazionale.
  • Chiusa la borsa di Shanghai, anche Disneyland annuncia chiusura.

AGGIORNAMENTO 28 GENNAIO

  • L’OMS dichiara la minaccia di epidemia di coronavirus “elevata”, non “moderata” come era stata inizialmente classificata.
  • I morti sono oltre 100, 4000 i contagiati.