― Fulfillment by Amazon e la gestione e lo stoccaggio a caro prezzo, per i rivenditori che si affidano al colosso per il loro e-commerce

La Logistica di Amazon pesa quasi un quinto del fatturato e cresce ad una velocità superiore anche del cloud. Esiste una mano invisibile e altamente redditizia che si chiama Fulfillment by Amazon, appunto la Logistica di Amazon: i rivenditori utilizzano i magazzini e la distribuzione del gruppo e la pagano (anche a caro prezzo). Fba è stato avviato nel 2005 e consente di delegare la distribuzione e la gestione degli ordini ad Amazon. Chiunque abbia intenzione di vendere sull’e-commerce più famoso del mondo può usarlo come vetrina e occuparsi da solo della logistica. Oppure può inviare la sua merce nei centri logistici di Amazon dove verranno smistati gli ordini.
A dirla così, sembrerebbe qualcosa di poco più che riempire un furgone che poi giungerà alle destinazioni desiderate. E invece no. Perché la gestione implica anche supporto ai clienti, pre e post vendita, oltre che provvedere ai resi.

Chi utilizza Amazon sa che oltre alla sterminata possibilità di scelta, uno dei plus della piattaforma è l’assistenza ai clienti, assicurata 24 ore su 24, in diverse lingue e anche all’estero. Il rivenditore sa bene che grazie ad Amazon non deve più sostenere i costi di un magazzino e la merce sarà sempre pronta a partire, anche in giornata (usufruendo di Prime). In più, il bollino “Gestito da Amazon”, per molti acquirenti è una garanzia in più. Se a questo si somma la possibilità di una visibilità enorme, sono abbastanza chiari i vantaggi derivanti per i venditori.

Tutto questo però non è gratuito. Il prezzo viene stabilito sulla base di variabili quali peso, dimensione, destinazione delle merci. Spese suddivise in gestione e stoccaggio. Si paga per ogni articolo che si riesce a vendere e per lo spazio che la merce occupa all’interno dei magazzini Amazon. Tariffa minima “Small and Light” 1,70 – 1,85 euro ad articolo. Articoli leggeri e piccoli che non superano i 225 grammi, spedibili in busta e con un prezzo che non superi i 10 euro Iva inclusa.
Se si è fuori da questi requisti, la musica cambia. Per imballaggi più grandi, dimensioni e peso differenti si va anche dai 7 euro per articolo in su.
Amazon guadagna quindi sull’acquisto.

Ma c’è un’altra faccia della medaglia. Perché Amazon in realtà incassa anche sulla merce ferma in magazzino: la classica tariffa di stoccaggio mensile. Tra gennaio e settembre si paga intorno a 18 euro al metro cubo, quota che varia nei mesi da ottobre a dicembre, quando si può arrivare a pagare fino a 25 euro lo stesso spazio (che ovviamente diventa più prezioso). Fuori stagione 15,6 euro a metro cubo per i capi di dimensioni standard; 21,6 euro negli ultimi tre mesi dell’anno. Per tutte le altre categorie, il costo oscilla dai 26 ai 36 euro.
Mettendo insieme costi di gestione e stoccaggio, quindi emerge che scegliere Fba potrebbe essere un rischio per chi non ha un grande traffico di acquisti.
Lo è anche per chi vende articoli poco costosi ma voluminosi e anche per chi ha margini troppo poco ampi, che rischiano di essere erosi dalle spese.
Amazon ha fatto sapere che il peso della logistica sul suo bilancio rappresenta una fetta importante, soprattutto in relazione alle commissioni e tariffe legate a gestione, consegna e servizi destinati a rivenditori terzi.
Un segmento che nei primi tre trimestri del 2019 ha fruttato 36,3 miliardi di dollari: la seconda voce di bilancio, che precede anche i servizi in cloud (valore 25 miliardi). Inoltre, gli incassi da terze parti sono cresciuti del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (2018). Tenere salda la rete costa circa 28 miliardi l’anno: spese che servono a mettere in moto customer service, negozi, processi di pagamento e centri distributivi.
Sottraendo le spese per la gestione, al gruppo Amazon sono rimasti 8,3 miliardi sui 36,3 incassati dai rivenditori. E’ una delle ragioni per le quali Amazon sta cercando di rendere più capillare la sua rete anche in Italia. Tra centri di smistamento e di distribuzione.

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