― Tra gennaio e dicembre 2019 le denunce di infortunio sono state 590.679, ovvero circa lo 0,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. 997 di queste, hanno avuto esito mortale. In aumento del +2,7% le patologie professionali denunciate all'istituto

Nella sezione Open Data del sito dell’Inail i dati analitici parlano chiaro, pur essendo ancora provvisori. È infatti come ogni anno attendere la conclusione degli iter amministrativi e sanitari relativi ad ogni denuncia per avere dati certi e consolidati dell’intero anno di riferimento.

Ma vediamo intanto, dall’analisi dei primi 11 mesi del 2019, quali differenze emergono attualmente in relazione a infortuni, patologie professionali e casi mortali.

Denunce di infortunio 2019

590.679 sono state le denunce presentate entro novembre all’istituto: 1299 in meno rispetto al 2018. L’unico incremento registrato è relativo ai casi “in itinere” ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione ed il luogo di lavoro (+2%).

Infortuni: il 60% degli incidenti avviene nel tragitto casa/lavoro

Nei primi 11 mesi del 2019 il numero di infortuni è quindi diminuito dello 0,5% nella gestione Industria e servizi (dai 465.196 casi del 2018 ai 462.693 del 2019) e dell’1,5% in Agricoltura (da 30.907 a 30.446), mentre è aumentato dell’1,7% nel Conto Stato (da 95.875 a 97.540).

A livello territoriale, la diminuzione riguarda il Nord-Ovest, con 0,3% denunce in meno, il Nord-Est (-0,5%) e il Sud (-1,2%) mentre nel Centro e nelle Isole l’aumento è stato pari, rispettivamente, allo 0,9% e allo 0,2%.

Le maggiori flessioni si registrano in Molise e Valle d’Aosta, rispettivamente -6,6% e -3,9%. Incrementi più consistenti invece, sono quelli della Sardegna (+3,2%) e delle Marche (+1,8%).

In lieve calo le denunce di infortunio che riguardano la componente maschile di lavoratori e in lieve aumento quella relativa alla componente femminile.

Per i lavoratori extracomunitari è stato registrato un incremento del 4,6% mentre un calo sensibile si ha per lavoratori comunitari e italiani.

Dall’analisi per classi d’età, in aumento gli incidenti per gli under 30 del 2,3% e per la fascia di età compresa fra i 55 ed i 69 anni (+2,3%). Diminuiscono invece le denunce per la fascia 30-54 anni.

Casi mortali

Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 997, ovvero 49 in meno rispetto ai primi 11 mesi del 2018. Non si legge, tra i dati dell’analisi una chiave rassicurante, soprattutto perché l’incidenza è legata al persistere di incidenti plurimi che causano la morte di almeno due lavoratori. È quanto accaduto nel 2018, quando 23 incidenti plurimi hanno causato la morte di 80 lavoratori: quasi il doppio dei 44 lavoratori che hanno perso la vita nei 19 incidenti plurimi dei primi 11 mesi del 2019.

Gli ultimi mesi del 2019 si sono contraddistinti per drammatici eventi mortali che hanno coinvolto a settembre 4 lavoratori indiani in Lombardia, caduti in una vasca per la raccolta di liquami; a novembre 4 operai nell’esplosione in Sicilia di una fabbrica di fuochi d’artificio; tre travolti da un camion in Puglia durante lavori di potatura. Sempre a novembre, due camionisti sono deceduti in uno scontro frontale nelle Marche.

A livello nazionale emerge una riduzione di 55 denunce per i casi mortali occorsi “in itinere” e un aumento di sei denunce per quelli avvenuti “in occasione di lavoro”.
L’analisi territoriale mostra una diminuzione delle denunce di infortuni con esito mortale nel Nord-Ovest (da 285 a 261), nel Nord-Est (da 264 a 228) e al Sud (da 227 a 212), e un aumento nel Centro (da 193 a 202) e nelle Isole (da 77 a 94).

Dall’analisi dei dati, spiccano decrementi in Veneto e Liguria (-26 e -22) e incrementi in Sicilia (+17) e nelle Marche (+13).
Nell’analisi di genere, risulta una decrescita per ambo i sessi: 37 sono i casi mortali in meno per la componente maschile e 12 in meno per le donne. Meno coinvolti in incidenti con esito mortale, i lavoratori italiani. In crescita comunitari (+11 casi) ed extracomunitari (+4).
Analizzando i dati per classe d’età, si registra una flessione tra gli under 20, nella fascia 30-44 anni e nella 55-69 anni. Diverso per la fascia tra i 20-29 anni che regisra 9 morti in più e la fascia 45-54 anni che registra un +48 casi rispetto al 2018.

Patologie professionali

L’incremento delle patologie professionali nei primi 11 mesi del 2019 è stato di 1.504 casi in più rispetto all’anno 2018. In aumento solo nella gestione Industria e servizi del 4,1% mentre, secondo i dati, sarebbero diminuite nel Conto dello Stato ed in Agricoltura.
L’aumento ha riguardato il Nord-Est (+1,3%), il Centro (+2,6%), il Sud (+2,9%) e le Isole (+10,3%). Il Nord-Ovest, invece, si distingue per un calo dell’1,0%.

569 le lavoratrici interessate (+3,9%) e 935 i lavoratori di sesso maschile (+2,3%).
In crescita le denunce sia per gli italiani che per i comunitari ed extracomunitari rispettivamente di 2,2%, 18% e 5,8%.

Le patologie maggiormente riscontrate riguardano il sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (34.971 casi), il sistema nervoso (6.095, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (3.942). A seguire, malattie legate al sistema respiratorio (2.559) e tumori (2.244).
423 denunce hanno invece riguardato disturbi psichici e del comportamento; 372 hanno interessato i tessuti sottocutanei. 235 i casi legati alle patologie a carico del sistema circolatorio.

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