― Quanto costa la sostenibilità in mare alla logistica e ai trasporti italiani? Meno del previsto grazie agli investimenti degli armatori in navi di ultima generazione

Dal 2010 ad oggi gli armatori italiani hanno investito in navi di ultima generazione con sempre maggiore capacità di stiva, dotate di sistemi di efficientamento energetico. Ciò ha consentito di raggiungere delle economie di scala e di scopo che hanno garantito una progressiva e costante riduzione dei noli negli ultimi 10 anni.

A dirlo è un’ analisi condotta dall’Ufficio studi di ALIS, con Università degli Studi di Napoli Parthenope e SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno).

È particolarmente interessante il tema in questi giorni visto che, dal primo gennaio, è entrata in vigore una nuova normativa, la IMO 2020, che prevede una riduzione del tenore massimo di zolfo consentito nel carburante ad uso marino dall’attuale 3,5% allo 0,5%.

Per adeguarsi alla novità, le compagnie marittime devono sostenere nuovi costi per dotarsi ad esempio di scrubber (grandi depuratori di bordo per la purificazione dei combustibili), oppure utilizzare il nuovo e più costoso carburante denominato Very Low Sulphur.

Tali extra-costi rischiano di pesare nelle realtà che sfruttano il servizio di collegamento marittimo verso le isole e le autostrade del mare: società di logistica, autotrasporto e padroncini.
Gli aumenti sono stati invece contenuti, se non addirittura assenti, visto che, come anticipato, già da un decennio gli armatori italiani stanno investendo in navi di ultima generazione, garantendo lo spostamento delle merci in maniera sempre più puntuale, rapida, sicura ed ecosostenibile.

In riferimento ai collegamenti marittimi con le grandi isole (Sicilia e Sardegna), si è assistito nell’ultimo quinquennio ad una vivace concorrenza tra armatori che ha fatto sì che i prezzi di trasporto dei camion e dei rimorchi via nave si trovino quasi ai minimi storici dagli ultimi dieci anni. Grazie quindi agli sforzi sostenuti dalle compagnie di navigazione italiane, il trasporto non ha mai pagato noli marittimi così competitivi (sempre secondo lo studio condotto da Alis).

La situazione per le compagnie armatoriali che offrono servizi RO/RO tra le grandi Isole e il Continente, è risultata di certo favorevole alle aziende di trasporto e logistica, come del resto è comprovato dalla dinamica dei flussi di traffico trasferiti dal tutto strada all’intermodale gomma-mare. Altro effetto positivo in termini di esternalità è stata la forte diminuzione di mezzi industriali pesanti coinvolti in incidenti stradali.

Inoltre le navi di ultima generazione sono anche dotate di capacità di stiva sempre maggiore, oltre ad aver diminuito sensibilmente le emissioni di CO2 in porto, grazie all’adozione di sistemi di alimentazione basati su batterie al litio. Tali caratteristiche hanno contribuito a ridurre i costi del trasporto ed al contempo a migliorare notevolmente l’impatto ambientale.

I grafici seguenti espongono le dinamiche dei noli (tariffe-prezzi) per Sicilia e Sardegna sulle rotte tra Genova, Ravenna, Livorno e Catania e tra Livorno – Olbia e tra Livorno, Genova e Cagliari. È facile notare che seppur la dinamica dei noli verso la Sicilia è in evidente calo ma in maniera graduale, i noli verso la Sardegna subiscono un calo molto più rilevante.ALIS: l’evoluzione del costo del trasporto marittimo verso le isole