― Un tema caro a molte aziende che rientra nell'ebook che ISC sta realizzando in collaborazione con Masi Communication, volto a sottolineare i plus e le criticità del Cleaning industriale, in ottica di una ottimizzazione del settore

Nella pulizia e nella logistica il costo del lavoro pesa in maniera determinante rispetto alle attrezzature. Circa il 25% del budget di manutenzione di uno stabile è destinato ai costi di pulizia mentre la restante percentuale è rappresentata dal costo del lavoro.
In un settore così particolare come quello della logistica, è utile chiedersi quante ore di lavoro e quanti operatori sono necessari per la pulizia del magazzino?

Stabilirlo a priori non è semplice, ma è assolutamente necessario per riuscire a calcolare quale macchina per la pulizia garantisce il miglior rapporto ore di lavoro/risultato atteso.
Il metodo di pianificazione in 4 fasi, aiuta a determinare quale sia il carico di lavoro.

Costi della pulizia in logistica

Fase I: l’inventario degli spazi

La prima fase è quella destinata all’inventario degli spazi oggetto della pulizia industriale.
Il primissimo passo da fare è calcolare lo spazio totale da pulire, utilizzando i disegni tecnici. Per incrementare la precisione delle misurazioni oggi è possibile anche utilizzare un idoneo dispositivo di misurazione laser.
Gli spazi andranno accorpati in categorie sulla base della loro somiglianza, perché si determini la metratura in base alla tipologia di superficie. È bene sapere se si intende pulire un magazzino, il parcheggio, le aree dedicate agli uffici e questo accorpamento aiuta in tal senso ad avere un quadro più chiaro.
Inoltre, fare un elenco per ogni categoria degli oggetti da pulire è di primaria importanza. Sia che esse siano stazioni di imballaggio, aree di stoccaggio o sanitari, bidoni per i rifiuti, ecc.

Fase II: la definizione degli obiettivi della pulizia

In questa seconda fase è utile stabilire le azioni necessarie alla pulizia di ogni area. Bisognerà così definire gli obiettivi in termini di aspetto desiderato, di trasmissione dei germi, del livello di pulizia nonché della salute e sicurezza degli ambienti.
La definizione degli obiettivi della pulizia industriale prevede anche la decisione sul numero di volte in cui ogni attività deve essere eseguita (che sia a cadenza quotidiana, mensile o annuale).

Fase III: la quantificazione delle ore

Per determinare quante ore di lavoro occorrono per pulire ogni area è necessario considerare i tempi comunicati dai produttori o consultare le associazioni.
Un esempio potrà essere più utile in tal senso.
Se è necessario calcolare le ore di lavoro necessarie per pulire un magazzino di 10.000 mq, usando una spazzatrice uomo a bordo, dovremmo sapere anche la velocità di lavaggio comunicata dal produttore. Ammettendo che sia pari a 2500 mq l’ora, sapremo che il tempo di attività ovvero di pulizia sarà pari a 4 ore (10.000/2.500). Moltiplicando questo fattore per il numero di giorni in cui avviene la pulizia professionale (es. 260 giorni l’anno), avremo che il totale di utilizzo per ore/anno sarà pari a 1.040 ore l’anno.
Ripetendo il calcolo per ogni spazio che si intende pulire, si ha il monte ore necessario al cleaning professionale di una data azienda ipotetica.

Fase IV: La determinazione dei costi di lavoro

La fase finale servirà a determinare i costi per il lavoro svolto. Moltiplicando le ore totali annue per il costo dei dipendenti, aggiungendo una percentuale per tasse, benefit, premi, assicurazioni e includendo i costi di fornitura (deprezzamento attrezzature, spese per il personale come divise, cellulari aziendali, spese amministrative e generali), si otterranno dei dati che descriveranno in maniera eloquente i costi di lavoro. Non solo: utilizzando questi dati ciascuna azienda potrà analizzare se si è sovra o sotto staffati e potrà quindi ridistribuire le sue risorse in modo da ottimizzare i risultati e ridurre le ore lavorative totali.

Per maggiori informazioni consulta ISC, esperti in cleaning industriale: www.iscsrl.com