― Ogni azienda vuole che i suoi clienti siano soddisfatti. Alcune volte però bisogna anche imporre le proprie condizioni, come nel caso dei contratti. Documenti importantissimi che stabiliscono le condizioni Generali di Fornitura e le responsabilità reciproche.

Il cliente ha sempre ragione… oppure no?
Ni! Nel senso che ci sono, come sempre, casi e modi per cui è praticamente impossibile dare una risposta univoca.

Uno dei casi in cui dare retta al cliente è pericoloso, è sicuramente il caso in cui l’azienda si debba esporre a dei rischi importanti, come quelli che possono avere i noleggiatori di grandi macchinari.

Dare a noleggio un grande macchinario implica diverse responsabilità a carico del noleggiatore e del cliente, sia in ambito di sicurezza, sia inerenti alle condizioni di consegna e riconsegna della macchina.

Il contratto è, a tutti gli effetti, il documento in cui vengono stabiliti tutti questi parametri, stabilisce le condizioni Generali di Fornitura che devono essere dettate da chi fornisce il servizio, non da chi lo riceve.

Veniamo al nocciolo della questione: sempre più spesso i noleggiatori si imbattono in clienti che vorrebbero stabile le loro condizioni Generali di Fornitura.
E qui si apre il dilemma: cosa fare?

Avere una posizione poco accondiscendente verso il cliente non è mai piacevole. Chi lavora vuole che i suoi clienti siano soddisfatti e lo scontro, anche se pacato e motivato, si teme sempre possa avere ripercussioni negative sul rapporto.

La scelta qui è nelle mani dell’imprenditore, a cui si consiglia di valutare la questione non come singolo caso, ma da un punto di vista più ampio. Può essere utile porsi domande come: Quali ripercussioni può avere sull’attività? A quali rischi posso esporre l’azienda? Se cedo questa volta, su che cosa dovrò cedere la prossima volta?

Certamente, in situazioni di questo tipo, un’associazione di categoria può dare il supporto e la solidità che può mancare ad una singola impresa.
Sempre tornando al caso del noleggio, Mauro Brunelli, Presidente Assodimi, ha condiviso con la sua rete un’esperienza che ha vissuto con l’attività di noleggiatore, un’esperienza di fornitura a lieto fine dove l’azienda è riuscita a “far valere” le sue condizioni, offrendo comunque un servizio di valore.

Brunelli ha raccontato che, verso la metà di ottobre, la sua azienda ha ricevuto, da una nota società estera, la conferma di un’offerta fatta per il noleggio di ple verticali per un periodo di circa 3 mesi, conferma arrivata con la firma del preventivo precedentemente presentato, come da loro richiesta, in lingua inglese.

A quel punto la macchina organizzativa si è messa in moto visto che la consegna sarebbe dovuta avvenire la mattina successiva: viene inviato il contratto di noleggio, comprensivo delle Condizioni Generali di fornitura, con l’accordo certo di ricevere il tutto entro sera.

“La mattina successiva, mentre le ple erano in viaggio per effettuare la consegna, – racconta Brunelli – riceviamo dal loro ufficio la seguente risposta:

La nostra Società ha le proprie Terms and Conditions
per cui è necessario far firmare a voi le condizioni allegate
e non il contrario.

Le loro Condizioni Generali sono composte da ben 3 pagine in lingua Inglese.
A quel punto che fare?
Assecondare l’importante cliente spostando una buona parte del rischio sulla nostra azienda, oppure tenere duro e insistere sul fatto che le Condizioni devono essere dettata da chi fornisce e non da chi acquista?
Già in passato ho scelto di garantire l’azienda che rappresento rifiutando la fornitura ma purtroppo sempre più spesso i nostri clienti pretendono di utilizzare le loro condizioni, i loro contratti e se andiamo avanti così, decideranno anche le nostre tariffe… ma ho deciso di difendermi e rischiare ancora.
Ho bloccato la consegna a pochi km dallo stabilimento, e ho spiegato le motivazioni rispondendo come segue:

Buongiorno, la consegne delle due ple previste per stamattina
è stata sospesa in attesa di ricevere il contratto di noleggio firmato per accettazione.
Con tutto il rispetto per la vostra società, è corretto informarvi che
le condizioni Generali di Fornitura sono dettate
da chi fornisce il servizio e non da chi lo riceve.
Resto inoltre sorpreso dal fatto che i termini di accordo
tra due società Italiane debbano essere proposti e definiti in lingua Inglese.
Vi inoltro in allegato un esempio di conferma d’ordine
che può essere da noi accettata come ALLEGATO
al nostro Contratto e nostre Condizioni Generali di Fornitura.

La sera stessa ci è stato restituito il nostro contratto firmato per accettazione e l’indomani mattina abbiamo consegnato le ple!”.