― I fattori di rischio sono molteplici, la formazione obbligatoria e la prevenzione ancora carente. Un rapporto dell'EU-OSHA sottolinea la necessità di fare chiarezza sui DMS

Quello dei disturbi muscolo-scheletrici è un problema che riguarda i lavoratori di moltissimi settori. Anche la logistica, nel suo insieme non fa differenza.

Gli operatori sono sottoposti spesso a ritmi, sovraccarichi e movimenti ripetitivi che certo non giovano alla salute del loro sistema muscolo-scheletrico. Malgrado il mondo dei carrelli elevatori stia facendo tanto in ottica ergonomica, sviluppando e progettando sistemi, macchine e ambienti incentrati sulle esigenze anche fisiche delle proprie risorse, il disturbo più diffuso sembra non abbia ancora trovato una soluzione definitiva.
Si sa, molte operazioni sono usuranti e, col passare del tempo, possono creare patologie anche gravi.

Un recente rapporto dell’EU-OSHA sottolinea gli effetti dei DMS sulla forza lavoro, sulla società e sull’economia dell’Europa. Uno studio effettuato su larga scala volto a dimostrare l’impatto sulla salute e anche i fattori di rischio connessi, che cerca di approcciare alle misure di prevenzione e anche a quelle adottate per il reinserimento lavorativo.

I disturbi muscolo-scheletrici legati al lavoro sono oggi il problema di salute più comune nell’intera Unione europea. Oltre agli effetti sulle risorse umane, comportano costi elevati per le imprese e le società. Nell’ultimo rapporto, si fornisce pertanto una panoramica aggiornata dell’attuale situazione europea nonché una visione delle principali cause e circostanze ad essa collegate.

Facendo un passo indietro, verrebbe da chiedersi quali siano le cause e come prevenire le patologie muscolo-scheletriche legate all’attività lavorativa.
Partendo dall’analisi dei costi, è chiaro come essendo un problema che affligge milioni di lavoratori, questo si traduca anche in miliardi di euro a carico delle imprese e dei datori di lavoro. Quindi, la lotta ai DMS contribuisce da una parte a migliorare la qualità della vita dei lavoratori e dall’altra rappresenta una scelta sensata per la stragrande maggioranza delle imprese.

In genere, i disturbi DMS interessano schiena, collo, spalle e arti, con minor riguardo per quelli inferiori. I problemi di salute ad essi connessi riguardano malesseri e dolori di lieve entità ma anche situazioni più gravi che richiedono l’astensione dal lavoro ed il riposo forzato, laddove nei casi cronici si trasformano in disabilità e abbandono dell’occupazione.

C’è da dire che la maggior parte dei DMS si sviluppa nel tempo e di norma la causa è una concatenazione di diversi fattori.
Tra i fattori di rischio riconducibili all’organizzazione del lavoro, ritroviamo sicuramente la movimentazione di carichi, i movimenti ripetitivi che richiedono uno sforzo, l’assunzione di posture scorrette o troppo statiche, vibrazioni, scarsa illuminazione, lavoro in ambienti freddi ed il mantenimento prolungato della stessa posizione facilitano il presentarsi di questi disturbi.

Com’è possibile, quindi, prevenire questi rischi? La soluzione univoca, valida per qualsiasi settore non esiste. Talvolta però soluzioni semplici e poco utilizzate possono ridurre di gran lunga l’esposizione a questi fattori di rischio e quindi alle patologie ad essi annesse.

Fondamentale, in questa direzione è la valutazione dei rischi che abbia un approccio olistico, valuti cioè la combinazione di cause e fattori. Lo è altrettanto anche il coinvolgimento del personale nelle discussioni riguardanti le possibili soluzioni.

Oggi molte sono le aziende che nel progettare e sviluppare soluzioni per la movimentazione merci, mettono in primo piano le necessità degli operatori.
Le soluzioni studiate sulle esigenze di chi, in prima persona, può essere esposto ad un determinato fattore di rischio, sono soluzioni win-win, sia per l’azienda che per il lavoratore.

Le azioni di prevenzione possibili dovrebbero includere gli spazi di lavoro, le attrezzature, verificando che siano ergonomiche e adeguate ai compiti da svolgere. Dovrebbero riguardare i lavoratori, migliorando la loro consapevolezza dei rischi e impartendo una formazione non solo sull’uso delle macchine ma anche e soprattutto su buoni metodi e pratiche di lavoro. Bisognerebbe ripensare alla gestione, pianificando il lavoro in modo da evitare mansioni ripetitive o prolungate con posture scorrette, programmando pause, la rotazione delle funzioni o la riassegnazione del lavoro e procedere al monitoraggio periodico di questi fattori.

Le direttive europee, i regolamenti degli Stati membri e gli orientamenti sulle buone prassi già riconoscono quanto sia importante prevenire i DMS. Tra le direttive pertinenti figurano la “direttiva quadro” generale sulla SSL e le direttive sulla movimentazione manuale di carichi, le attrezzature di lavoro, gli standard minimi per i luoghi di lavoro e le attività lavorative svolte con videoterminali. Resta alle aziende scegliere in che direzione far muovere la propria azienda e le proprie risorse.