― Il potenziale dell'automazione oggi è chiaro a CLS che investe in risorse e prodotto, volgendo lo sguardo ai mercati esteri

Risorse giovani, digital native, con alti livelli di specializzazione da una parte e know how derivante dall’esperienza di oltre 60 anni nella vendita, noleggio e assistenza di carrelli elevatori, macchine e attrezzature per ogni settore della logistica dall’altra.

Con queste due importanti skill, CLS si appresta a diventare un punto di riferimento per il mercato europeo nell’ambito delle soluzioni automatizzate all’avanguardia.
Il fil rouge che guida questa innovazione, sul solco di Industria 4.0, è l’integrazione dei sistemi. A chiarire meglio quali siano i confini ed il potenziale è Michele Calabrese, Responsabile della nuova Business Unit CLS imation.

Integrazione è una parola chiave per l’automazione. Il suo potenziale è confermato da molteplici studi internazionali. Oggi è possibile cavalcare la quarta rivoluzione industriale passando per l’integrazione dei sistemi? Qual è, per CLS, il futuro dell’automazione e dell’integrazione digitale?

L’integrazione a livello intralogistico è una delle componenti del potenziale industriale automatizzabile. Anche uno dei più recenti studi di McKinsey dimostra quanto in Italia il potenziale dell’automazione, ovvero il reddito equivalente delle attività che possono essere automatizzabili, sia elevatissimo.
Si parla, nell’ambito della produzione o della logistica, del 64% del reddito creato con queste attività, pari a circa 80 miliardi di dollari. Si evince quindi che il potenziale è davvero enorme. E quindi CLS ha deciso di intercettare questo trend perché sarà un percorso obbligato. L’età demografica del paese lo dimostra tanto quanto la concorrenza che si sta armando di sistemi automatici anche in paesi dove prima ci si spostava per avere manodopera a minor costo.
Il percorso di CLS in questa direzione è proprio quello di offrire soluzioni e progetti smart di integrazione dell’automazione, grazie al connubio tra una struttura di giovani ingegneri molto specializzati, l’unità CLS imation, e gli oltre 60 anni di esperienza di CLS nelle macchine per la logistica tradizionale.
La nuova unit risponde infatti al ritmo dell’innovazione abbracciato da CLS, accelerando l’esigenza di nuove competenze, più creative, dotate di una diversa capacità e competenza nella risoluzione dei problemi.

Il cambiamento digitale e la crescita esponenziale della tecnologia, unita alla velocità dell’innovazione e al vantaggio competitivo offerto dalla digital trasformation, come trovano le imprese di oggi? Timorose o inclini a riconoscere le potenzialità dell’automazione? Quanto sono propense invece ad implementarla?

Il mercato italiano per anni è stato molto segmentato. Molte aziende hanno scelto di non investire in automazione, mentre alcune hanno fortemente creduto in queste attività e continuano a farlo, con facilità.
L’iperimmortamento in questo è stato un intervento ed uno spunto per stimolare l’inventiva, anche molto utile. È servito a dare una spinta in più a chi non credeva nel potenziale di dispositivi e soluzioni che altrimenti non sarebbero stati indagati. Seguendo questa scia, molte aziende oggi si sono adeguate creando pool di risorse giovani di qualità, per cercare di rispondere alle richieste di un mercato in continuo cambiamento. Anche perché, l’alternativa, è retrocedere e non prendere parte alla creazione del futuro del settore.

Le tecnologie di nuova generazione saranno sempre più rilevanti in questo scenario. Tra le prospettive future di CLS c’è anche la proiezione sui mercati esteri?

CLS sta proiettando l’azienda che opera in questo scenario anche all’estero. La nostra intenzione è portare sul territorio europeo consulenza e creatività ma anche tutto quello che è il patrimonio della nostra azienda, inclusi i processi legati all’assistenza tecnica.
Una delle nostre forze è appunto la capacità di gestire questi processi e, grazie alle competenze digitali che ci siamo creati negli ultimi anni, oggi siamo in grado di espanderle anche oltre i confini italiani.
Lo sforzo compiuto internamente da CLS abbraccia più fronti: non c’è solo un investimento di prodotto ma anche mirato alle risorse tecniche e commerciali. Negli ultimi anni abbiamo acquisito competenze da inserire all’interno dei processi, adatte ad affrontare temi all’avanguardia. Il mercato sembra ci stia dando ragione, per cui la strada inforcata è sicuramente quella giusta.