― Dai dati dell'Osservatorio Contract Logistics "Gino Marchet" emerge un altro anno di crescita per la logistica conto terzi con 84 mld di euro, +0,7%
  • L’outsourcing vale il 41,7% delle attività logistiche complessive in Italia
  • Un mercato da 84 mld di euro (+0,7%)
  • I profili emergenti ricercati dal settore: Big Data Analyst, Digital Transformation Manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI Specialist

È in corso oggi, 21 novembre, a Milano, la conferenza di presentazione dei dati dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”.

Vedi qui il programma dettagliato della giornata.

La Contract Logistics conferma la sua crescita nel 2018

Dai dati presentati emerge che la Contract Logistics conferma la sua crescita nel 2018, con un fatturato previsto di 84 miliardi di euro, +0,7% in termini reali rispetto all’anno precedente. Si consolida così il trend positivo degli ultimi cinque anni:

+0,6% nel 2018
+1,3% nel 2017
+1,7% nel 2016
+0,7% nel 2015

Le previsioni 2019 rivelano un ulteriore lieve aumento in termini assoluti del fatturato, che a fine anno dovrebbe raggiungere quota 84,5 miliardi di euro, ma con un rallentamento del trend di crescita in termini reali (-0,2%) a causa dell’incertezza nel quadro nazionale ed internazionale.

Il fermento del settore è testimoniato da 76 operazioni di fusione e acquisizione nel periodo 2015-2019 che hanno coinvolto fornitori di servizi di logistica internazionale (41% dei casi) e nazionale (59%), con oltre 500 milioni di fatturato complessivo delle aziende acquisite nel corso dell’anno.

Logistica 4.0

Si diffondono tecnologie per la Logistica 4.0 che automatizzano attività di trasporto e di magazzino, permettono l’acquisizione di dati.

Entrano nell’operatività soluzioni che automatizzano le attività di stoccaggio, movimentazione e trasporto, ma anche strumenti per raccogliere, condividere e trasformare i dati disponibili in informazioni utili al business e al miglioramento dei processi di gestione del magazzino e delle flotte di veicoli.

La tendenza si fa sentire anche nella ricerca di nuove competenze soprattutto volte all’analisi dei dati, l’automazione e l’intelligenza artificiale. I fornitori di servizi logistici iniziano a inserire profili 4.0 come: Big Data Analyst, Digital Transformation Manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI Specialist. Tra i fornitori di servizi logistici i ruoli che stanno cambiando maggiormente sono legati alle attività di magazzino e trasporto, come l’ingegnere logistico (per il 76% del campione), il gestore fornitore di rete (55%), l’autista (45%), il planner dei trasporti (41%) e il site manager (34%). Gli altri profili più coinvolti dalle trasformazioni del settore sono il Solution Designer (lo sviluppatore dei progetti dei committenti, 55%), il Direttore IT (38%) e il Direttore HR (24%).

Big Data Analyst, Digital Transformation Manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI Specialist sono i profili 4.0 emergenti, che i fornitori di servizi logistici stanno iniziando a inserire nelle loro organizzazioni. Il più presente è l’Informatico logistico (86%), mentre le altre competenze sono ancora rare ma destano grande interesse in ottica futura. Il 72% dei fornitori di servizi logistici ha in programma di inserire almeno tre tra le sei figure emergenti, il numero di operatori che avranno inserito la figura dell’Innovation manager crescerà nei prossimi anni del 37%, le aziende che punteranno su Big data analyst e Digital transformation manager aumenteranno del 40%, i fornitori che assumeranno esperti in Automazione e Artificial Intelligence saliranno rispettivamente del 56% e del 93%.

Sostenibilità

Cresce l’attenzione alla sostenibilità, con diverse soluzioni di efficienza energetica nei magazzini come l’introduzione di carrelli con batterie agli ioni di litio, l’uso di sistemi di ricarica batterie ad alta frequenza, sensori per il rilevamento del movimento e soluzioni per l’isolamento termico.

I tre principali fattori di consumo energetico dei magazzini sono: l’elettricità utilizzata per illuminazione, movimentazione e refrigerazione, il combustibile impiegato per il riscaldamento e la movimentazione, e il refrigerante. Da un’analisi su un campione di fornitori logistici che gestisce un totale di 2 milioni di metri quadri di magazzini, emerge che le soluzioni di efficienza energetica più utilizzate sono i punti luce LED (85% dei metri quadri mappati), seguiti da batterie ad alta frequenza (59% dei metri quadri mappati), sensori di movimento (50%) e soluzioni per l’isolamento termico (48%). Cresce l’impiego di carrelli con battere agli ioni di litio, mentre sono meno adottate il recupero di energia e tecnologie “cool roof”.

La trasformazione degli immobili logistici

Gli immobili logistici stanno cambiando conformazione a causa si:

  • introduzione di soluzioni automatizzate per i sistemi di movimentazione e stoccaggio,
  • arrivo di nuovi canali di distribuzione (in primo luogo l’e-commerce)
  • attenzione all’impatto ambientale
  • impegno per aumentare la sicurezza degli spazi logistici
  • sforzo per rendere il magazzino più flessibile

Il 73% delle aziende prevede di puntare sulla flessibilità operativa per gestire diverse tipologie di clienti e di merci. Diminuisce il peso delle attività tradizionali di movimentazione e stoccaggio a favore di quelle di trasformazione e lavorazione dei flussi gestiti (per il 61%), confermando un trend in atto. Secondo il 75%, i capitali sostituiranno progressivamente il lavoro all’interno dei magazzini, con un crescente ricorso a soluzioni automatizzate per movimentazione, stoccaggio e allestimento ordini. Nell’organizzazione degli spazi, la tendenza sarà progettare magazzini con superfici e altezze più elevate, più porte e mezzanini per la gestione di nuovi servizi. Anche l’efficienza energetica e l’attenzione alle condizioni di lavoro assumono maggiore rilevanza: il 54% degli operatori ha intenzione di riprogettare i magazzini per ridurne gradualmente l’impatto ambientale fino ad essere in grado di generare energia pulita e rivendibile ad altri operatori.

Modelli organizzativi

Nel subappalto per la gestione dei magazzini prevale ancora il ricorso alla cooperativa (scelta dal 50% di aziende che si affidano a una sola soluzione), ma aumenta l’eterogeneità dei modelli adottati: il 70% degli operatori oltre alle cooperative sceglie di aumentare il personale dipendente, si affida a Agenzie per il Lavoro o SRL.

Il subappalto nei magazzini – Tra chi adotta una sola soluzione per l’esternalizzazione nella gestione del magazzino, oltre il 50% dei fornitori di servizi logistici utilizza cooperative. Le modifiche del quadro normativo (con l’introduzione del Decreto Dignità e la firma del CCNL Logistica anche da parte delle associazioni delle Cooperative), insieme alla necessità di maggiore visibilità sulle attività di magazzino e sulla situazione contributiva – fiscale, ha portato gli operatori ad esplorare anche nuove soluzioni, come l’aumento della quota di personale dipendente all’interno dei siti (spesso affiancato da lavoro in somministrazione), il rafforzamento delle relazioni riducendo il numero di cooperative e l’introduzione di Srl. Il 70% degli operatori logistici ricorre a più di una soluzione nel portafoglio di siti gestiti.

Un po’ di numeri

La crescita del fatturato è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 6,3% dal 2016 al 2017, mentre la redditività rimane stabile al 3,9%. Continua la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 47,5 miliardi di euro (+2,2 miliardi sul 2016) e rappresenta il 41,7% delle attività logistiche (+12,9% rispetto al 2009). La Strategic Contract Logistics, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+17,5% in otto anni), toccando quota 9,6 miliardi di euro su un valore totale del mercato logistico pari a 113,8 miliardi di euro. Resta stabile a poco più di 97mila, il numero di imprese attive nel settore, tra cui si rileva da un lato la ripresa del numero di autotrasportatori (+0,5%) e dall’altro la contrazione di spedizionieri (-4,8%) e operatori logistici (-3,4%).

Il commento di Marco Melacini, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics

La logistica si conferma un settore in fermento, con fatturato e volumi in crescita, spinto da soluzioni per l’efficienza energetica e applicazioni di Logistica 4.0. Per cogliere le opportunità della rivoluzione 4.0 è necessario lavorare su nuovi modelli di organizzazione aziendale e sulla gestione delle informazioni. Nei prossimi anni la sfida degli operatori riguarderà la capacità di porsi non solo come gestori di flussi fisici, ma come integratori e garanti della qualità dei flussi informativi per i processi interni e lungo la filiera”.

Il commento di Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics

La logistica 4.0 richiede un’evoluzione delle competenze già presenti in azienda, soprattutto nei ruoli decisionali, che devono essere in grado di innovare i processi e prendere decisioni basate sull’analisi dei dati, e necessita di nuove abilità legate a Big Data, Artificial Intelligence e Automazione. Ma focalizzarsi sulle tecnologie non più sufficiente per rispondere alle sfide del mercato: la capacità di unire tecnologia e organizzazione, adattando i nuovi strumenti ai diversi contesti e investendo sulle persone e sullo sviluppo di competenze, è la base per la logistica di domani”.

Il commento di Elena Tappia, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics

“L’innovazione tecnologica ha un valore che va oltre l’efficienza o l’efficacia delle singole attività. Può diventare un fattore abilitante per modificare o fare evolvere prassi consolidate, per cui si torna a parlare di collaborazione fra filiere, dopo un periodo di forte accento sulla specializzazione merceologica. Inoltre, facilita il cambiamento in atto negli immobili logistici, che stanno evolvendo da Carbon Positive a Carbon Neutral, diventando sempre più nodi della rete energetica green di domani”.