Un altro anno volge al termine accompagnato dall’incertezza su come evolveranno gli incentivi.
Ormai la richiesta arriva all’unisono da tutti i settori industriali: regole chiare e continuità per poter programmare gli investimenti, la crescita e lo sviluppo.

Una richiesta che, con la convocazione del Tavolo Transizione 4.0, sembra non essere passata inascoltata. Il confronto richiesto dal MiSE con le associazioni rappresentati dell’industria (svoltosi a metà novembre) ha dato un segnale forte sulla direzione che il Governo intende prendere. Si è parlato infatti non solo di obiettivi e programmazione, ma anche dei reali provvedimenti e proposte che potranno costituire le regole con cui gli imprenditori dovranno giocare la loro partita.

Nel frattempo però il 31 dicembre continua ad essere una data rilevante, possibile spartiacque tra certezza e incertezza.

Quindi, per essere certi di avere accesso a super ed iperammortamento, come disciplinati rispettivamente dal decreto Crescita e dalla legge di Bilancio 2019, le imprese e i professionisti dovranno, entro il 31 dicembre 2019:

    • concludere gli investimenti agevolabili

oppure

    • ottenere l’accettazione dell’ordine dal venditore e pagare il 20% degli acconti, così da poter godere dell’estensione temporale al 30 giugno 2020, per il super ammortamento per i beni materiali tradizionali, ovvero al 31 dicembre 2020, per l’iperammortamento

Per entrambe le agevolazioni si prospetta una proroga, ma, in base alle anticipazioni, avranno connotati diversi. Ci si attende una revisione che favorisca una partecipazione più ampia delle PMI e una maggiore attenzione allo sviluppo delle politiche sostenibili e green.
Ma sono tutte ipotesi.

Cosa prevede lo stato attuale delle agevolazioni? Di seguito un riassunto:

Super ammortamento 2019

Il superammortamento per i beni materiali tradizionali, inizialmente escluso della legge di Bilancio 2019, è stato reintrodotto il 1° aprile 2019 dal decreto Crescita (D.L. n. 34/2019), che ha confermato l’aliquota della maggiorazione al 30%, fissando però un tetto di 2,5 milioni di euro agli investimenti agevolabili.
La maggiorazione riguarda i beni strumentali materiali nuovi, ossia quei beni di uso durevole, che vengono utilizzati nel ciclo produttivo direttamente dagli esercenti attività di impresa (o arti e professioni) che hanno il possesso di tali beni a titolo di proprietà o altro diritto reale.

Iperammortamento 2019

L’iperammortamento è fruibile esclusivamente delle imprese per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi Industria 4.0 (elencati nell’Allegato A della legge di Bilancio 2017), destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato.
Per i “nuovi” investimenti effettuati dal 1° gennaio 2019, in base a quanto previsto dalla legge di Bilancio 2019 (comma 61), la misura della maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti è pari a:

  • 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

Nessuna maggiorazione, invece, compete sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.