― Il 60% dei casi accertati nel 2018 ha visto il coinvolgimento di un mezzo di trasporto. Di questo e di safety road si è parlato al convegno organizzato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inail nell'ambito di ExpoTraining 2019

Più della metà delle morti sul lavoro è causa da un incidente avvenuto in occasione di lavoro. Delle 704 morti accertate nel 2018 dall’Inail, il 58,5% (ben 412) hanno visto il coinvolgimento di un mezzo di trasporto. Gravi le conseguenze nella maggior parte dei casi.
Sono i dati emersi all’interno del convegno dedicato alla sicurezza stradale all’interno di ExpoTraining 2019, la fiera della formazione che creato un’occasione di confronto tra vari attori istituzionali.

“Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuano a presentarsi davanti ai nostri occhi”, ha sottolineato il presidente del Civ, Giovanni Luciano. “La riduzione degli infortuni va affrontata con urgenza e con investimenti importanti e azioni radicali, perché i costi umani, sociali ed anche economici sono davvero altissimi”, ha proseguito.
Le denunce stanno nuovamente crescendo, a seguito della diminuzione tra il 2016 ed il 2018 e l’incremento secondo l’Inail sarebbe addirittura più marcato per gli incidenti che si verificano nel percorso casa-lavoro-casa.

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Tra le cause, sicuramente un affaticamento sia fisico che psicologico. Fattori che si intrecciano come lo stato delle strade, la carenza di manutenzione, compresa quella della segnaletica, l’utilizzo del telefono mentre si è alla guida, il superamento dei limiti e l’assunzione di droghe o bevande alcoliche. Le variabili sono tante e se a queste si aggiunge l’affaticamento derivante da un lavoro gravoso, da turni stressanti, è chiaro che i risultati non possono essere diversi.

Stando ai dati, per le lavoratrici lo stress sembra essere la prima causa di morte. Nel 2018 su 69 casi mortali accertati, 39 sono avvenuti nel percorso casa-lavoro-casa. Si tratta di circa il 54% del totale tra i casi in itinere. Il minore tempo di recupero, di riposo e anche di svago sono elementi chiave che nel caso delle donne, su cui grava anche la responsabilità di gestire impegni familiari, possono influire negativamente sulla guida e sull’attenzione necessaria alla guida.

Come evidenziato dallo Studio di valutazione dei costi sociali dell’incidentalità stradale, realizzato dalla Direzione generale della sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il 2017 ha quantificato i costi in oltre 17 miliardi di euro, tra decessi, feriti e danni patrimoniali.
Numeri davvero alti che palesano la necessità di una strategia comune alle parti sociali coinvolte.
Invertire la tendenza è di fondamentale importanza tanto quanto lo è ridurre il numero di incidenti stradali.

Ed ecco perchè l’Inail “è pronto a fare la sua parte”, come sottolineato dallo stesso Direttore generale dell’Istituto, Giuseppe Lucibello.
“Sono già state messe a disposizione delle aziende delle misure per mitigare il rischio strada. Un esempio è dato dagli incentivi previsti (sconto sul premio di assicurazione) per le aziende che attuano corsi di guida sicura oppure contribuiscono all’ottimizzazione delle infrastrutture stradali in prossimità dei luoghi di lavoro (illuminazioni, semafori, attraversamenti pedonali, dispositivi per la rilevazione o l’allarme in caso di colpo di sonno, ecc)”.
Inoltre, l’Istututo ha reso noto che nel 2020 partirà una campagna sugli stili di guida, resa possibile dagli ultimi piani di ricerca dell’Inail e dagli studi sulla correlazione fra stile di guida e utilizzo di cellulari o dedicati alla sindrome da apnea ostruttiva notturna, che può essere responsabile di una pericolosa sonnolenza diurna.