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― Al GIS 2019 si è svolto il terzo Convegno Nazionale ANNA, Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali

Tra le associazioni coinvolte al GIS 2019 c’è ANNA, l’Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali, che, al GIS, ha portato il suo Convegno Nazionale e, con esso, uno dei temi più importanti per la logistica del trasposto eccezionale: le infrastrutture del paese.

GIS 2019 - Convegno ANNA, l’Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali
GIS 2019 – Convegno ANNA, l’Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali

Ponte Morandi, eccellenze italiane al lavoro

Il convegno è iniziato da un caso pratico, una delle più recenti tragedie del nostro Paese: il crollo del ponte Morandi.
Sul tema sono intervenuti Paolo Cremonini (Fagioli Spa) e Vittorio Omini (ATI), che ne ha curato la demolizione. Parlando delle difficoltà logistiche, si sono soffermati su un esempio di eccellenza dell’ingegneria italiana. L’esigenza era evitare che, durante l’abbattimento, si dissolvessero in aria polveri di amianto (di cui si erano state riscontrate tracce). Sono state quindi create ad hoc delle enormi piscine che hanno prodotto una “pioggia” artificiale d’acqua che è riuscita a cancellare, a livello ambientale, qualsiasi traccia dell’esplosione. Un esempio di eccellenza dell’ingegneria italiana, che è diventato un case-study a livello internazionale.
Presenti all’evento anche il Sindaco e il Commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi Marco Bucci che hanno commentato: “Avevamo un grande obiettivo: restituire mobilità alla città di Genova. La rapidità delle scelte e degli interventi è dovuta anche alla struttura commissariale, che ci ha permesso di lavorare in parallelo anziché in sequenziale”. I tempi lunghi per gli appalti e la burocrazia costituiscono spesso un freno: ad oggi è stato posato il primo impalcato del nuovo ponte e l’inaugurazione è prevista per fine aprile 2020. Anche per Edoardo Rixi, già Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e ai Trasporti, intervenuto alla Tavola Rotonda, il Decreto Genova ha permesso di soddisfare le esigenze di rapidità, avviando in parallelo una serie di cantieri. “A Genova – ha commentato – stiamo dimostrando che l’Italia è in grado di fare molto più di quanto sembri”.

Paolo Cremonini, Fagioli Spa
Paolo Cremonini, Fagioli Spa
Vittorio Omini, ATI
Vittorio Omini, ATI

Sull’intervento di demolizione si é soffermato anche Roberto Carpaneto, CEO RINA Consulting: “Lavorare a questo progetto è stata una bella sfida di project management: c’erano tanti attori e tutti hanno dato il massimo impegno. Avevamo previsto tutti gli scenari possibili, anche i più negativi, ma i risultati hanno premiato i nostri sforzi: in 20 minuti dalla demolizione la qualità dell’aria è stata perfettamente ripristinata. I sistemi di monitoraggio – ha sottolineato Carpaneto – evolvono con l’ingresso di tecnologie innovative: l’utilizzo di sensori e della digitalizzazione consentono di raccogliere dati utili per monitorare in tempo reale lo stato delle infrastrutture. Anzi, nelle nuove opere il monitoraggio dovrà essere integrato già nella fase di progettazione”.

Roberto Carpaneto, CEO RINA Consulting
Roberto Carpaneto, CEO RINA Consulting

Burocrazia, un grave ostacolo

L’Italia figura al 19° posto, su 28, per investimenti e infrastrutture. I tempi lunghi per gli appalti e la burocrazia frenano la possibilità di creare ricchezza in tempi brevi. Anche Elena Murelli, componente della XI commissione (Lavoro pubblico e privato), concorda sulla necessità di snellire la burocrazia.

Lo stato delle infrastrutture italiane

Il convegno non si è soffermato solo sul singolo caso, è stato l’occasione anche per approfondire il tema dello stato attuale della gestione delle infrastrutture e dei progetti per ottimizzarne monitoraggio e manutenzione.
Il primo problema si riscontra a monte: manca un catasto delle strade che consenta di riconoscere la titolarità delle infrastrutture. “Se ne parla dal 1992 – ha commentato Angelo Valsecchi, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – ma ad oggi la situazione è invariata, ancora retaggio del passato. L’obiettivo da perseguire è invece la creazione di un catasto unico e condiviso, dove sia possibile tracciare i percorsi dei veicoli”.
Per Valentino Pagani, Direttore Ripartizione Infrastrutture della Provincia Autonoma di Bolzano, “il progressivo aumento dei carichi transitanti sulla rete stradale, unito al graduale invecchiamento delle strutture esistenti, ci pone sempre più spesso davanti al quesito di quanto siano sicure le strade ed in particolar modo le loro opere d’arte come i ponti su cui quotidianamente transitiamo. La Provincia Autonoma di Bolzano si è dotata di un regolamento per il controllo dei ponti stradali con lo scopo di aumentare la conoscenza dello stato di salute delle strutture esistenti della propria rete stradale e di poter eventualmente intervenire tempestivamente con investimenti mirati”.

Innovazione nelle infrastrutture

L’intervento di Carlo Costa, Direttore Tecnico Generale dell’Autostrada del Brennero Spa, è stato illuminante per l’immagine che è riuscito a dare di cosa può essere una strada: promozione del territorio, strumento di incontro, veicolo per trasmettere valori, mezzo per monitorare traffico e sicurezza. Lo ha fatto portando l’esempio concreto di che cos’è oggi l’Autostrada del Brennero, una vera a propria “Autostrada 4.0”.
I temi della digitalizzazione e delle innovazioni tecnologiche applicate al monitoraggio della manutenzione della rete autostradale sono stati affrontati anche da Roberto Mastrangelo, responsabile della gestione della rete ANAS, che ha parlato della simulazione dei comportamenti delle infrastrutture in relazione alle tipologie di carico, utili per la valutazione e la pianificazione degli interventi. “Nel 2018 – ha sottolineato Mastrangelo – sono state effettuate oltre 51.000 ispezioni – e sono attualmente in fase di studio alcuni progetti innovativi”. Interessante, in proposito, il progetto Sentinel, promosso in collaborazione con l’Università di Salerno, che prevede un sistema di pesatura dei carichi in transito.

Collocazione all’interno del Codice della Strada delle gru mobili

Mario Lombisani, di Liebherr Italia Spa, ha parlato di gru mobili e loro collocazione all’interno del Codice della Strada. “Non è una questione facile da risolvere – ha commentato – si sta cercando di intervenire sulla massa, agendo sui sistemi frenanti o creando più configurazioni, per esempio riducendo una autogrù da 96 ton a 48 ton. Sono interventi da prevedere in fase di produzione, perché smontare una gru per ridurne il peso e consentirne il trasporto rappresenta un costo, che si aggiunge al canone di noleggio e questo rappresenta un onere spesso insostenibile per il cliente”.

Progetto ECOL (European Crane Operator License)

Durante la giornata è stata anche ufficializzata la notizia che, dal 2020, in collaborazione con RINA, verranno avviati i corsi di formazione per l’utilizzo di autogrù, che permetteranno di equiparare la figura del gruista italiano con quella degli analoghi professionisti a livello europeo.