― Progetti, non semplici richieste: all’Assemblea Pubblica di ANIMA Confindustria la presentazione al Governo del Manifesto della Meccanica ANIMA per il 2020

Un Manifesto scaturito da mesi di lavoro, confronto e ascolto, quello presentato da ANIMA e Confindustra al Governo, nel corso dell’Assemblea Pubblica svoltasi lo scorso 29 ottobre.

Il Manifesto

Alberto Montanini, Vice Presidente ANIMA, ha sottolineato che il Manifesto non rappresenta delle richieste o delle proposte, rappresenta dei progetti. “Non dobbiamo andare con la lista della spesa dal Governo – ha spiegato – non siamo qui a chiedere misure, ma a proporre progetti che si devono attuare in piani operativi, che vanno compresi, strutturati per essere davvero operativi e seri”.

I punti principali del piano mettono al centro l’industria, cioè tutto ciò che è conoscere, cambiare, collaborare, competere, correre:

• istituire una cabina di regia permanente tra istituzioni e industria
• rafforzare le competenze con incentivazione della formazione
• strutturali e sinergici gli interventi a favore della sostenibilità e 4.0 con premialità alle imprese che raggiungono obiettivi ambiente e digitalizzazione
• supporto in tema di sicurezza
• tutela della concorrenza corretta e promozione della cultura
• energia (rendere certo il panorama degli interventi dei prossimi anni, avere una strategia, norme e processo pre-normativo volontario per sveltire l’attuazione delle norne)
• Internazionalizzazione, export, made in Italy
• Ambiente e territorio che non devono essere una bandiera, ma devono essere il centro di progetti
• Infrastrutture e trasporti.

Per Montanini il progetto più urgente e immediato è quello energetico, connesso con ambiente e territorio. “È una leva straordinaria – ha spiegato – se concepito con un approccio multi tecnologico, cioè senza puntare su una sola tecnologia. I progetti ce li abbiamo, ci servono un orizzonte e delle regole certe”.

Marco Nocivelli, Presidente ANIMA, ha inoltre sottolineato che sono tutti punti essenziali, perché, pur essendo la meccanica in crescita, sta subendo un rallentamento negli investimenti (+7% nel 2018, +2% nel 2019). La causa è riconducibile all’incertezza a livello normativo: “le leggi non sono chiare – ha affermato – non c’è certezza, e senza certezza le persone si fermano. Al Governo chiediamo certezza, che gli incentivi siano confermati e che ci possa essere anche la parte formativa, le infrastrutture, velocità e cantieri sbloccati. I tempi della burocrazia non sono adatti ai tempi del mercato”.

Marco Nocivelli, Presidente ANIMA
Marco Nocivelli, Presidente ANIMA

Marco Fortis, Vice Presidente della Fondazione Edison, ha osservato che il momento, a livello internazionale e nazionale non è dei migliori, fortemente disturbato dalle politiche protezionistiche. “L’export è importante – ha detto – ma bisogna puntare anche sul mercato interno che produce PIL. Cosa che si può fare: puntare sui consumi, puntare sulla ricerca e l’innovazione con investimenti su incentivi”.

Fortis ha elencato una serie di dati a dimostrazione del fatto che il 2019 è stato comunque un anno positivo, soprattutto per l’export. “L’export effettivamente è un’arma importante – ha affermato – ma abbiamo bisogno di avere anche certezze in casa nostra, per essere più competitivi anche nel futuro. Noi quando andiamo in giro a vedere le aziende che sono presenti negli altri paesi del mondo, vediamo aziende che sono anni luce indietro rispetto a noi non avanti, eppure noi siamo bloccati in pastoie burocratiche incredibili e su una cultura del sospetto… e questo ci danneggia. Noi siamo capaci di cogliere le sfide importanti però, soprattutto in un momento di difficoltà internazionale, un po’ di certezze sarebbero molto importanti. Le tecnologie che l’Italia ha sono di una potenzialità straordinaria, ma soltanto attraverso misure programmate sul lungo termine possiamo crescere”.

La parola al Governo

L’Onorevole Ivan Scalfarotto, Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, presente all’evento, ha risposto con un discorso che ha riconosciuto il grande prestigio dell’impresa Italiana.
“Innanzitutto voglio ringraziare ANIMA, le aziende che ne sono parte, tutte le persone, le donne e gli uomini, che lavorano per voi. Io sono già stato Sottosegretario al commercio internazionale nei governi Renzi e Gentiloni, ho lavorato con Carlo Calenda e, in quegli anni, ho visitato 29 Paesi diversi in 24 mesi. Posso dire con grande tranquillità e fermezza, e ho voglia anche di dirlo perché tante volte i concittadini non lo sanno, noi siamo un paese incredibilmente rispettato! Perché siamo dannatamente bravi, siamo capaci di fare le cose! Manifattura è una parola che usiamo spesso, vuol dire saper fare le cose con le mani. Gli italiani sono quelli che sanno fare delle cose che a toccarle sono belle, a vederle sono belle, ad annusarle e gustarle sono belle… su questo siamo assolutamente imbattibili e il mondo lo sa.

Onorevole Ivan Scalfarotto, Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Onorevole Ivan Scalfarotto, Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Siamo soprattutto un popolo di ingegneri, questo non lo sa quasi nessuno ma il nostro prodotto di punta per l’estero è la meccanica, cose fatte con gli ingranaggi o comunque con i discendenti degli ingranaggi.
Siamo riconosciuti nel mondo anche per un’altra caratteristica: essere capaci di fare cose su misura. Noi facciamo poco prêt-à-porter e molta alta moda anche quando facciamo i macchinari. Grazie per i numeri che fate, voi siete fondamentali per la crescita.

Che cosa possiamo noi? Io penso che ci siano due leve fondamentali che il governo la politica deve mettere a vostra disposizione: una è sicuramente l’innovazione. Penso che non ci sia welfare migliore delle aziende che vanno bene, che pensano ai collaboratori come capitale. Per cui dobbiamo investire nelle aziende.
L’altra leva è l’internazionalizzazione, il sostegno alle nostre esportazioni.

Noi viviamo e prosperiamo di apertura, siamo il genio della trasformazione, non abbiamo grandi materie prime ma siamo capaci di trasformarle e di renderle prodotti ineguagliabili. Il giorno in cui lavorassimo per chiudere le frontiere, per chiudere l’accesso dei nostri prodotti al mercato, sarebbe come spararsi nei piedi. Sentire classi dirigenti parlare contro gli accordi di libero scambio o invocare il protezionismo mi preoccupa.
Ci sono anche delle difficoltà internazionali, come il momento difficile che sta vivendo l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e tuttavia l’impresa italiana, in tutta questa situazione a tinte fosche, continua a far bene. Io credo che quando la cabina di regia per l’internazionalizzazione sarà convocata, dovremmo darci dei parametri per misurare i miglioramenti, per accrescere la nostra quota di mercato, migliorare la nostra performance sulle esportazioni anche extra europee”.