― La bozza del Decreto Clima solleva pesanti polemiche e dopo Codacons, industria manifatturiera ed agricolo, scende in campo una proposta che mira a tutelare redditività, competitività e dignità delle imprese

Raccoglie polemiche su più fronti, sollevando forti dubbi e giudizi negativi, la bozza del Decreto Clima che punterebbe a eliminare le spese fiscali dannose per l’ambiente tra cui rientrano di fatto i sussidi fiscali come i rimborsi accise per il gasolio da autotrazione. Il testo prevede infatti una riduzione del beneficio di circa il 10% già a partire dall’anno a venire, fino all’annullamento previsto per il 2040.

Si è espresso, in tal senso, negli scorsi giorni anche il Presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani, sottolineando come il provvedimento sia “drastico e inattuabile”, se si intende salvaguardare il tessuto produttivo ed economico e soprattutto le entrate statali. Scegliere questa direzione, per Confartigianato non darebbe certezza rispetto alla riduzione dell’inquinamento e rappresenterebbe una riduzione degli incassi da parte dello Stato sulla tassazione dei carburanti.
L’autotrasporto merci paga allo Stato più di quanto riceve in termini di sussidi, dalla sua seconda posizione nell’UE per prezzo più elevato del gasolio per autotrazione sostenuto dalle imprese.
A pesare è la tassazione, cartina tornasole di una situazione che vede il nostro paese avere maggiori tasse sull’energia con uno spread fiscale tra Italia ed Eurozona che vale oltre 14 miliardi di euro.
Anche a volerla leggere in chiave ambientalista, sulla base del concetto “chi inquina paga”, la tassazione risulta comunque elevata superando la media dei principali paesi dell’Eurozona del 19%.

D’altro canto, Confartigianato in relazione proprio al tema ambientale chiede al Governo un piano programmatico che consenta alle imprese di affrontare la transizione ecologica senza perdere in redditività, competitività ed ovviamente in dignità, suggerendo la rottamazione per demolizione obbligatoria del veicolo sostituito con uno di ultima generazione meno inquinante.
Oggi i veicoli pesanti di classe precedente all’Euro 5 sono quasi 400 mila ed un piano così concepito potrebbe avere un valore strategico per la crescita dell’Italia.

Per svecchiare il parco macchine bisogna prevedere un incentivo di almeno 20mila euro a fronte di un costo medio di 150mila a veicolo, che sia in grado di valutare anche la perdita economica del veicolo che viene rottamato. Solo in questa maniera, secondo Genedani si potrà parlare di rimodulazione degli incentivi.
Un piano di sostituzione pluriennale, potrebbe quindi supportare le imprese nella corsa verso gli investimenti tecnologici.

Anche il Codacons così come l’industria manifatturiera ed il comparto agricolo hanno mosso le proprie critiche nei confronti del Decreto Clima, facendo sapere al Premier Conte che qualora venisse penalizzato il diesel nella manovra, i consumatori italiano scenderanno in piazza con gli autotrasportatori dando vita a proteste analoghe a quelle dei gilet gialli francesi.