― Dopo la pausa estiva riprendono a pieno regime le attività in tutte le aziende. Prima di ripartire vi siete assicurati di avere tutti i macchinari e le attrezzature in sicurezza? Ne abbiamo parlato con Ente Certificazione Macchine

Nei mesi estivi abbiamo tristemente assistito a diversi infortuni, in alcuni casi anche mortali, che hanno coinvolto lavoratori alle prese con carrelli elevatori. Purtroppo, per gli addetti ai lavori nel settore della logistica e della movimentazione delle merci, i rischi infortunistici sono molteplici e dipendono da diversi fattori, tra cui l’impiego di mezzi o attrezzature non conformi alle normative vigneti o non idonee alla destinazione d’uso.

Dal punto di vista dell’utilizzo, è obbligo provvedere ad un’adeguata formazione e informazione dei lavoratori addetti allo svolgimento delle attività di movimentazione. I lavoratori devono possedere tutte le conoscenze tecnico-pratiche e normative per un uso idoneo del mezzo e per ridurre al minimo il rischio di incidenti. Dal punto di vista delle attrezzature di lavoro e degli ambienti di lavoro invece, il datore di lavoro deve garantire ai propri lavoratori ambienti di lavoro sicuri e attrezzature conformi alle normative.

Spesso però, come ci racconta Ente Certificazione Macchine – ente di certificazione che da oltre vent’anni testa e verifica la sicurezza dei carrelli elevatori in accordo alle normative e direttive applicabili – le attrezzature non sono mai completamente conformi o pienamente idonee a svolgere l’attività per cui sono destinate.

Quali sono le attività da svolgere per essere certi di utilizzare un carrello rispondente ai requisiti di sicurezza?

Va tenuto conto che spesso, le esigenze di movimentare le merci più svariate rendono necessario mettere a disposizione degli operatori carrelli elevatori equipaggiati di attrezzature specifiche, dedicate alle particolari attività che si devono eseguire.
L’applicazione di queste specifiche attrezzature richiede necessariamente una verifica di conformità del mezzo corredato dell’attrezzatura, tenendo conto che l’applicazione della stessa provoca una perdita di portata nominale da parte del carrello sul quale viene applicata.
Anche la formazione riveste un’importanza fondamentale. I corsi di abilitazione che vengono svolti abitualmente, spesso non tengono conto delle esigenze specifiche delle singole aziende. Sarebbe quindi opportuno integrare l’offerta formativa con corsi dedicati, per fornire agli operatori le conoscenze specifiche necessarie relative al contesto di lavoro e alle diverse merci trasportate.

Quanto sono importanti la manutenzione e le verifiche periodiche?

Le verifiche e le attività di manutenzione periodiche, come previsto dal Manuale d’uso e manutenzione dal costruttore, sono fondamentali. Non meno importante rimane l’effettuazione delle verifiche dei carrelli elevatori e delle attrezzature e dotazioni supplementari secondo quanto descritto dalle Linee Guida ISPESL. Queste ispezioni devono essere effettuate da Tecnici qualificati e abilitati, dotati di tutte le competenze necessarie per verificare lo stato di efficienza dei mezzi e relative attrezzature.

Qual è il ruolo degli utilizzatori finali, ovvero i carrellisti?

Spesso accade che alla guida dei carrelli elevatori vi siano persone che non ricoprono la mansione di carrellista in via esclusiva, ma soltanto saltuariamente. Questa tipologia di persone è sicuramente più a rischio in quanto meno formata/informata e ha meno dimestichezza con le attività quotidiane della movimentazione merci. È importante che tutte le risorse che hanno a che fare con i carrelli elevatori siano adeguatamente formate e mantengano elevati livelli di concentrazione nello svolgimento delle attività. Questo discorso vale anche per i carrellisti più navigati. Una formazione/informazione continua e un alto livello di attenzione in fase di lavoro consentono al lavoratore di limitare il rischio di incidenti.

Il contributo di ECM pone ancora una volta l’accento su due requisiti fondamentali per fare in modo che ci sia sicurezza nell’ambito lavorativo:

    1. Attenersi alle normative e alle direttive: non sono paletti che ostacolano l’operatività, ma sono strumenti validi e indispensabili al servizio di lavoratori e imprese.
    2. Fare in modo che il luogo di lavoro sia un ambiente “umano”, dove i lavoratori sono formati, informati e possano operare in serenità, così da poter mettere impegno e concentrazione nel lavoro che svolgono.