― La parola alle grandi aziende italiane, fra le quali regna l'ottimismo. Dalla ricerca del Boston Consulting Group, nel nostro paese non si temono gli effetti dell'avanzata dei sistemi robotici

L’Italia non sembra pessimista, secondo Bcg. Solo il 34% delle imprese italiane teme gli effetti che produrrà l’avanzata dei robot nel mondo industriale da qui ai prossimi 5 anni.
Al di là della ragione apparente, la motivazione potrebbe risiedere nel fatto che l’Italia è ancora molto indietro sull’adozione degli stessi.

La parola ai produttori mondiali

Gran parte dei produttori globali sa che i sistemi robotici saranno dei grandi alleati per la fabbrica del futuro. Si dice anche ottimista circa la loro implementazione. Il macro-trend emerge da uno studio recente del Bcg, il Boston Consulting Group, che mediante un’indagine dedicata all’evoluzione della fabbrica connessa, ha coinvolto oltre 1300 tra manager ed executive di grandi aziende.
Secondo lo studio, i principali ostacoli che la robotica industriale incontrerà nel suo cammino riguardano i limiti tecnologici e gli altissimi costi di acquisizione. E molti produttori faticano a comprendere il disegno dello stabilimento del futuro, sia in relazione all’architettura di sistema che alle competenze.
Ciò che ci si aspetta è sicuramente che con l’avanzata della robotica, molte funzionalità acquisiranno una valenza più significativa.

Logistica e trasporti spingono sulla robotica avanzata

Sono i settori dei trasporti e della logistica a spingere l’acceleratore sull’avanzamento della robotica. Tutti gli altri ambiti sembrano ancora essere molto in ritardo.
I risultati dello studio parlano chiaro: il 52% dei manager si aspetta che la robotica avanzata diventi un fattore di ottimizzazione della produttività entro e non oltre il 2025. Ma le aspettative differiscono sulla base del continente di riferimento. Le aziende statunitensi ad esempio, rispetto alle europee ed asiatiche hanno enormi aspettative per il futuro prossimo. Il numero percentuale delle imprese americane che si aspettano che la robotica diventi il driver della fabbrica connessa sale di ben 12 punti.

Il fattore occupazionale

La stragrande maggioranza dei partecipanti allo studio del Boston Consulting Group, prevede che l’utilizzo di robot sarà responsabile di una riduzione dei dipendenti interni all’azienda. Una percezione che varia a seconda delle aree geografiche. Il 56% dei partecipanti all’analisi provenienti da aziende asiatiche prevede una diminuzione dei dipendenti pari al 5% entro il prossimo lustro. Una aspettativa molto forte tra le aziende cinesi, il cui 67% prevede una forbice ben più importante, tra il 5 ed il 21%.
Percentuali simili per i partecipanti di aziende del Nord America e dell’Europa (rispettivamente 50% e 44%) che prevedono cali occupazionali pari ad almeno il 5%.
L’Italia, con il suo 34% è il paese più ottimista in tal senso.
Chissà se la posizione italiana non dipenda esclusivamente dal clamoroso ritardo in cui ogni giorno sprofondano i tentativi di implementare la robotica e si cerca di rispondere alle istanze di Industria 4.0 e di fare passi seppur misurati verso una maggiore digitalizzazione.