― Il secondo regolamento europeo amplia lo spettro normativo legato all'implementazione dei droni dopo averne definito le caratteristiche tecniche. Il regolamento entrerà in vigore il prossimo 20 luglio 2021

L’era della logistica 4.0 segna un passaggio fondamentale per l’industria, la cui rivoluzione sarà probabilmente determinata anche dall’impiego dei droni.

Anche se in Europa l’ipotesi di utilizzo per consegna e spedizione sembra ancora essere lontana, le associazioni che gestiscono il traffico aereo e gli aeroporti lavorano insieme verso la regolamentazione sull’utilizzo dei droni.
In uno scenario del genere, determinato dall’intervento dell’Unione Europea che si è espressa in merito all’esercizio di aeromobili senza equipaggio, arriva anche il secondo regolamento europeo.

I regolamenti 945/2019 e 947/2019

Dopo aver stabilito le norme di classificazione dei droni, si giunge a stabilirne le regole operative.
Due, sono al momento i regolamenti pubblicati in tal senso, il 945/2019 che fa riferimento alle caratteristiche tecniche dei droni ed il 947/2019 che ne prevede le modalità di utilizzo.
Il primo, suddivide i droni in classi distinte per prestazioni e caratteristiche tecniche. Il secondo, composto da 29 considerazioni e 23 articoli con rispettivi allegati entrerà in vigore il prossimo 20 luglio 2021.
Attraverso il nuovo regolamento si illustrano le modalità di utilizzo dei droni da parte degli operatori in vari contesti di riferimento. Gli aeromobili senza equipaggio, possono operare all’interno del cielo unico europeo e pertanto diventa fondamentale che la sicurezza degli stessi sia analoga a quella prevista per l’aviazione con equipaggio.

Nuove figure di riferimento

All’interno del nuovo sforzo normativo europeo, si sottolinea la necessità di protezione dei dati personali che potrebbero essere acquisiti da droni dotati di telecamera. L’autorità di controllo nazionale e l’ENAC, ente nazionale aviazione civile, operano congiuntamente per tutelare i diritti degli interessati.
In questa direzione, il regolamento introduce diverse figure di riferimento, quali:

  • operatore di sistema di aeromobili, ovvero persone fisiche o giuridiche che intendono utilizzare droni;
  • pilota remoto che gestisce le operazioni sul campo.
  • operatore di drone leggero, che sovraintende le attività di gestione di piloti remoti e operatori di sistema.

Categorie previste dal regolamento europeo

Tre sono le categorie operative previste dal regolamento:

La prima, “aperta”, suddivisa in tre sottocategorie sulla base delle limitazioni operative e dei requisiti imposti per droni e piloti remoti.
Gli appartenenti alla sottocategoria 1 ad esempio limitano il pilota nel sorvolo di assembramenti di persone, mentre nella sottocategoria 2 viene imposta ai piloti la conoscenza di elementi di valutazione del rischio e di meteorologia.
Per la sottocategoria A3 valgono le limitazioni sopra indicate e i droni debbono necessariamente appartenere alla classe C2, C3 o C4.

Per tutte le operazioni che invece rientrano a pieno titolo nella categoria “specifica”, l’operatore deve fornire all’ENAC una valutazione dei rischi operativi e valutarne periodicamente le misure adottate in questa direzione e aggiornarle se è il caso. Nella categoria specifica, il drone può essere utilizzato anche in assenza di contatto visivo diretto del pilota, solo su aree scarsamente popolate.

La terza ed ultima categoria è quella “certificata” per la quale è prevista una analisi del rischio laddove sia previsto il sorvolo di assembramenti di persone o il trasporto di merci pericolose che in caso di incidenti potrebbero essere dannose per le persone.

Infine, il regolamento non stabilisce un’età minima per i piloti ma gli Stati membri possono sceglierne le limitazioni.