Lavorare nella logistica: tornano in auge le ricercate Soft skill
― Empatia, problem solving e team working, le tre chiavi per trovare lavoro nella logistica insieme alla capacità di reperire soluzioni personalizzate per i clienti

Voto di laurea, esperienze pregresse e titoli. Ci hanno insegnato che nella compilazione del nostro Curriculum Vitae, queste informazioni sono determinanti per carriera e stipendio. Ma c’è un’inversione di tendenza che interessa tutti i settori e che oggi fa cambiare rotta a chi è in cerca di lavoro. Le soft skill.

È sempre più spesso una questione di Soft skill, ossia di competenze trasversali, tratti del carattere e inclinazioni personali a far propendere la scelta su un candidato o l’altro.
E anche la logistica in questo non fa eccezione.

Le skill più richieste variano da settore a settore, ma basti pensare che è sufficiente una buona conoscenza dell’inglese per far lievitare la retribuzione del 15% nel settore Human Research, così come nel settore acquisti.

Nelle ricerche di personale, le aziende chiedono sempre meno l’esperienza e sempre più le competenze trasversali, afferma The Adecco Group. Sembra che secondo uno studio contino più del voto di laurea e dell’università di provenienza.
Problem solving, team working, orientamento alla qualità, capacità di adattamento a situazioni diverse sono le principali skill richieste oggi. Legate anche ad una capacità di saper imparare e dis-imparare senza soluzione di continuità. La flessibilità nell’imparare e nel proporre pare siano molto richieste perché se un tempo il leader era colui che aveva più competenza di tipo tecnico, oggi lo è chi è in grado di individuare, creare e mettere in pratica soluzioni sempre diverse, sempre nuove.

C’è da dire che se prima le carriere erano verticali, oggi ci si trova ad approcciare anche a funzioni diverse e in questo senso, a poco servono le competenze tecniche.
L’evoluzione ormai è talmente veloce che quasi ogni giorno nuove figure professionali vengono ideate ad hoc, perché per essere competitivi bisogna comprendere la tecnologia ed i suoi paradigmi in tempo reale, per metterla a disposizione dei clienti.
Ed anche lavorare nella logistica non si esime da questi paradigmi. Capire al volo le esigenze di un cliente o sapere immaginare un prodotto cucito su misura per lui, può arrivare a incrementare il valore di chi è impiegato nel manifatturiero o nella logistica di addirittura un importante 42%.

Oggi la vita media delle competenze tecniche non supera i due anni. Ed è questa la ragione che porta a investire sulle human skill, le competenze che non possono essere clonate o sostituite dalle macchine. Empatia, intelligenza emotiva, la capacità di reperire soluzioni personalizzate.
Nelle grandi aziende soprattutto è fondamentale avere la propensione a sperimentare, avere la visione, la capacità di creare relazioni. Al punto che qualcuna sta cambiando anche il bacino di recruiting per reperire risorse che abbiano queste caratteristiche. Qualcosa che significherà e che già significa meno università e più start up ed incubatori.