― Alla conquista delle rotte del trasporto terrestre, per il controllo diretto della filiera e l'incremento dei margini di guadagno

La logistica del container sta cambiando. A determinarne l’evoluzione è la risalita delle compagnie marittime verso la catena del trasporto via terra.

I vettori globali fatti di società terminaliste non hanno intenzione di conquistare la terraferma, ma i terminal portuali iniziano a costituire società di logistica e ne acquisiscono di già operanti. E’ quello che stanno realizzando di recente molte compagnie che mirano all’acquisizione di società leader nel trasporto intermodale di container in Europa, Russia, Nord Africa e Turchia. Un modo attraverso il quale le multinazionali hanno la possibilità di potenziare la loro presenza nel trasporto su strada e ferrovia oltre che sulla navigazione interna. In tante stanno mostrando interessi di questo tipo. Tra le compagnie con la più larga presenza nella logistica, il Gruppo Maersk e la cinese Cosco, che sta integrando altre compagnie container, oltre la giapponese Nyk.

Una delle ragioni per le quali le compagnie marittime hanno scelto la rincorsa della logistica è di ordine economico. L’esclusivo trasporto marittimo di container offre una marginalità molto bassa quando non negativa. Tra le cause, la crescente offerta di stiva che comprime i noleggi e l’incremento dei costi del carburante. Le compagnie si trovano quindi a cercare valore nella logistica, anche se questo include fare degli investimenti importanti nelle infrastrutture.
Anche quanto all’operatività, il controllo diretto della filiera intera, sia prima che dopo l’imbarco e lo sbarco dei container permette di gestire meglio i tempi di resa della merce, nell’ottica di un servizio completo.
E infine, strategicamente si pone il quesito di chi sarà a controllare la nuova logistica che emerge già da qualche tempo grazie all’incremento incredibile dell’e-commerce.
Una cosa è certa: saranno imprese globali ma di che tipologia?
In pole position sicuramente le imprese nate nel mondo della logistica ma anche le compagnie marittime sembrano voler entrare a far parte del gioco, diventando protagoniste vere e proprie.

A farne le spese, di un gioco così globale potrebbero essere allora tutte le figure intermedie. Spedizionieri, terminalisti indipendenti, società di media e piccola dimensione operanti nella logistica. Tutti rischiano di essere relegati a nicchie specializzate o, peggio, di lavorare in subappalto. A meno che non riescano a utilizzare le nuove tecnologie sfruttandole per creare nuovi modelli di business più profittevoli.