― Uno studio Inail ci offre una panoramica del contesto italiano e internazionale sui rischi legati all'esposizione al rumore in ambito lavorativo, sottolineando i settori più interessati

Numerosi studi compiuti sulle patologie professionali da Inail e Dipartimento medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, circa 180 mila persone che convivono con una riduzione dell’udito, devono la loro condizione a fattori evitabili come l’esposizione al rumore.
L’effetto che questo ha sul sistema uditivo è infatti in diretta relazione col livello sonoro e la durata dell’esposizione. Il rischio di danno irreversibile all’apparato uditivo dipende da fattori interpersonali e suscettibilità individuali ma anche da età e concomitanti patologie dell’orecchio. A soffermarsi sull’ipoacusia e sui dati correlati alle malattie professionali e ai settori interessati è la scheda pubblicata dal Sistema di Sorveglianza nazionale MalProf che ha come obiettivo la ricerca delle relazioni tra malattie professionali e attività svolte dai lavoratori. Le schede hanno inoltre l’obiettivo di analizzare e individuare i fattori di rischio e le misure preventive più idonee.

Il contesto internazionale e le patologie professionali uditive

Nella scheda “Ipoacusia da rumore” a cura dell’Inail, si riportano i dati relativi all’incidenza della patologia in varie parti del mondo. Negli USA ad esempio, si stima che oltre 30 milioni di lavoratori siano esposti a livelli pericolosi di rumore e che nel 2000, circa il 16% delle ipoacusie fosse di natura professionale. Se confrontati con i dati europei, questi indicatori rivelano come – per gli stessi di anni di riferimento -, l’ipoacusia da rumore rimane la prima causa di malattia professionale in Italia, Germania, Austria e Portogallo. La seconda in Svizzera, la terza in Francia, Spagna e Danimarca.
I principali settori interessati, che riguardano l’80% dei casi, sarebbero: industria metalmeccanica, edilizia, industria estrattiva, del legno, tessile e chimica. Un dato che negli ultimi dieci anni, almeno per ciò che riguarda l’Europa non risulta più attuale visto che oggi la prima causa di malattia professionale è una patologia legata al sistema muscolo-scheletrico. I settori che oggi, a livello internazionale, risultano interessati dalla patologia, a livello internazionale, sono il manifatturiero, i trasporti, l’edilizia, agricoltura ed esercito.

Ipoacusia e contesto italiano

Le statistiche dell’Inail evidenziano come le patologie dell’orecchio, strettamente connesse alla perdita dell’udito, ronzii, trauma acustici, sono quelle poiù frequentemente denunciate malgrado il trend sia in discesa (dai 5.354 casi del 2011 ai 4.753 del 2016).
Secondo i dati raccolti da MalProf nel periodo 2010/2014, i settori in cui le ipoacusie sono più presenti sono quello delle costruzioni con il 28,2% dei casi e la lavorazione dei prodotti in metallo con il 17,6%. Il PAF, Portale agenti fisici rivela un elenco di lavorazioni con alti livelli di rischio tra cui le attività di martellatura di strutture metalliche, punzonatrici e magli della metalmeccanica, pistole sparachodi e presse a vibro-scossa (fonderie). Secondo i dati, il settore della lavorazione dei prodotti in metallo e delle costruzioni mostra un’alta numerosità di casi. Dalla correlazione poi tra malattia e settore è calcolato che i numeri ottenuti possono anche essere estesi all’industria della carta, del legno e la produzione di metalli.

Il PAF, Portale Agenti Fisici: procedure, banche dati e calcolatori di rischio

Al fine di supportare la valutazione del rischio rumore, Inail e Coordinamento tecnico delle regioni hanno sviluppato il PAF che contiene informazioni, banche dati, procedure guidate e calcolatori online riguardanti agenti di rischio fisici come rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici e radiazioni ottiche. I dati sugli agenti di esposizione forniscono anche informazioni sulla sinergia tra esposizione al rumore e sostanze ototossiche in ambiente lavorativo. Attraverso questi contributi ed il loro utilizzo, – sui quali in ultimo ricordiamo il progetto in corso in Italia su malattie e rischi emergenti sul lavoro, finalizzato alla raccolta di dati sulle esposizioni -, si spera di assistere, almeno in futuro, ad una sensibile riduzione di malattie professionali evitabili come le patologie acustiche, legate al rischio rumore.