― Intervista a Massimiliano Fochetti, Executive Vice President Sales and Marketing, e Stefano Cavezzale, Chief Sales Officer di Fives Intralogistics

Fives Intralogistics è un’azienda internazionale che incarna perfettamente l’ideale di locale e globale come caratteristiche in grado di completarsi a vicenda, allo scopo di esaltare il valore dell’azienda, amplificandone le performance. In Fives Group internazionalità e territorio non sono in contrapposizione, anzi, sono due elementi che valorizzano la portata delle attività che l’Azienda gestisce.

Fives Group è presente in tutto il mondo con 19 business unit tra le quali vi è Fives Intralogistics che opera nell’ingegneria industriale con una vasta esperienza multisettoriale. Il comparto intralogistico ha una storia che affonda le sue radici nel nostro Paese dove, la realtà industriale che nel tempo è diventata la business unit intralogistica di Fives Group, negli anni ’70 ha rivoluzionato il sistema di gestione e smistamento della corrispondenza di Poste italiane.

Ma è tutta la storia di Fives ad essere profondamente connessa al territorio e ai suoi eventi. Il Gruppo nasce nel 1812, in una Francia che aveva bisogno di una nuova tecnologia che le consentisse un approvvigionamento alternativo di zucchero. Le sue colonie infatti, a causa dei conflitti con gli inglesi, erano divenute inaccessibili per il blocco navale, di conseguenza lo zucchero non poteva più essere importato e il Paese doveva attrezzarsi per la produzione interna. Fives nasce proprio per cercare una soluzione a questa problematica.
Lo sviluppo del Gruppo ha seguito, nei secoli successivi, lo sviluppo dell’uomo e le necessità che, di epoca in epoca, si sono susseguite: con l’industrializzazione dei processi Fives si è dedicata a locomotori, ponti, ascensori (come quello della Torre Eiffel); con l’alfabetizzazione il Gruppo si è dedicato all’intralogistca entrando nelle Poste internazionali, a progetti di movimentazione legati alle utilities e ai fornitori di servizi. Oggi segue anche la logistica di grandi gruppi e-commerce.
Di tutto ciò abbiamo parlato con Massimiliano Fochetti, Executive Vice President Sales and Marketing, e Stefano Cavezzale, Chief Sales Officer di Fives Intralogistics, che ci hanno condotti in un viaggio tra locale e globale all’interno della realtà in cui operano.

Cosa vi distingue? Quali sono i vostri punti di forza?

La nostra struttura è molto articolata: la parte di processi intralogistici e material handling copre il 30% (650 milioni di euro) del fatturato totale del Gruppo; è il comparto che ha il maggior trend e la migliore propensione alla crescita. Si registrano alti trend di crescita e potenzialità di sviluppo, sia in luoghi già industrializzati (Giappone, EU, USA dove Fives Intralogistic è presente), che in altri territori (Asia, Cina , Sud America, Russia, Est Europa) dove la digitalizzazione è un po’ più indietro ma sta facendo passi da gigante.
I nostri punti di forza sono la presenza geolocalizzata sul territorio con realtà quasi indipendenti e la tecnologia. Non abbiamo il concetto di head quarter, la nostra struttura ricorda più una rete globale composta da tanti nodi che collaborano, che una piramide. Riusciamo così ad incarnare il concetto di locale e globale insieme. Questa struttura ci permette di porci nel mercato con prodotti adatti al locale, supportati da una grande tecnologia internazionale, con un prodotto di elevata qualità, che gode di un’esperienza internazionale e multisettoriale.

Quali sono i vostri clienti?

Tipicamente i nostri clienti sono molto grandi: gruppi corrieri, e-commerce… nomi come DHL, Amazon, enti postali nazionali solo per fare qualche esempio. Sono realtà molte strutturate, talvolta internazionali, che quindi apprezzano la nostra conformazione a network ma necessitano del nostro approccio locale perché loro stessi, nella loro mission, devono arrivare all’utente finale che spesso è, ad esempio, una persona che attende il recapito di un pacco a casa sua.

Tra i vostri partner c’è Intralogistica Italia. Che significato hanno oggi, nell’epoca del digitale, le fiere? E Intralogistica Italia che valore aggiunto riesce a darvi?

Partendo dal presupposto che noi non offriamo prodotti ad aziende ma soluzioni a persone, il contatto umano che consente una fiera ha sempre un grande valore. È un momento di aggregazione per condividere problematiche ed opportunità, per vedere tante persone in poco tempo.
La fiera è un momento per concretizzare le nostre attività, soprattutto parlando di soluzioni, non di singoli prodotti. Perché la soluzione parte da un’esigenza, un problema da far emergere da un confronto. È un approccio un po’ diverso.
Intralogistica Italia ci permette di vedere meglio il mercato soprattutto Italiano, noi pensiamo di poter contribuire a dare un respiro ancora più internazionale all’appuntamento. Oggi il panorama delle fiere ci dice che quelle di maggior successo sono quelle a contenuto locale, è il momento delle fiere specialistiche. A decretare il successo di un evento non sono i numeri ma la capacità di concentrare pubblico specializzato, per avere delle giornate veramente dedicate al confronto costruttivo tra professionisti ed esperti. Intralogistica Italia ha tutte le carte in regola per diventare il punto di riferimenti del settore per il sud Europa… ammesso che già non lo sia!

A novembre 2018 è partito l’Osservatorio Intralogistica, uno dei progetti di Intralogistica Italia, a cui collaborate anche voi. Che risultati vi aspettate da questo progetto?

La nostra storia ci qualifica come innovatori di processi e di prodotti; per fare questo è importante relazionarci e capire le aspettative dei nostri clienti. Ciò ci pone in una condizione di ascolto costante, cerchiamo di essere attenti a cogliere le esigenze, prima ancora di essere pronti a proporre ciò che già sappiamo fare. L’Osservatorio è un progetto a cui abbiamo deciso di partecipare proprio perché ci dirà quale sarà il futuro del nostro mondo, quali le problematiche che richiedono soluzioni ancora non disponibili.
Ci è piaciuta subito l’idea anche perché si svolge in un ambito neutrale con il coinvolgimento di Largo Consumo e Università di Parma. Questo ci da la garanzia di ottenere informazioni più realistiche, non influenzate dalle dinamiche tra cliente e fornitore che, anche inconsapevolmente, si potrebbero manifestare senza l’intermediazione di un soggetto neutro.
L’Osservatorio ci pone davanti alla sfida di uscire dal “già saputo, già detto”, mettendoci in ascolto del mercato, con la mente aperta. Auspichiamo che possa essere un luogo in cui, una volta capite le esigenze del mercato, si possa pensare a delle risposte che abbiano valenza nel lungo periodo.
Nella quotidianità si rischia sempre di ricorrere a soluzioni che risolvano il problema “al più presto”, concentrati sempre nel business del momento o nei meccanismi quasi automatici che si innescano nella routine aziendale. Un lavoro di gruppo come l’Osservatorio Intralogistica pensiamo ci possa fornire l’occasione di pensare alle sfide che il nostro settore dovrà affrontare, con un piano a lungo termine, fatto di direttive di sviluppo, non di semplici risposte legate al momento.

I dati raccolti dall’Osservatorio Intralogistica verranno presentati
a Milano il prossimo 27 giugno, clicca qui per saperne di più.