Imprese ed economia circolare
― 10 linee di intervento e punti programmatici lanciati da Confindustria, Confartigianato Imprese, Casartigiani, CLAAI, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, CNA, Legacoop, Confcooperative e CONFAPI, per avviare un confronto con le istituzioni

I tempi sono maturi. Le imprese sono pronte per le nuove sfide e per raccogliere le opportunità che la digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo sta offrendo loro.

Seguendo un modello di economia circolare, tutti gli stakeholders sono pronti ad un cambiamento dell’approccio e al coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso.

Questa è la ragione che sta alla base della scelta operata dalle organizzazioni imprenditoriali di lanciare 10 linee di intervento per aprire un dialogo con gli interlocutori istituzionali. Convergere su precisi punti programmatici è fondamentale se si intende intraprendere un confronto fattivo in grado di svilupparsi ed evolversi attraverso un percorso di impegni concreti.

La Carta per la Sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare rappresenta proprio il primo tassello, in tal senso, di un percorso e di un impegno che vedrà le organizzazioni proporre azioni e promuovere opportunità di sviluppo e competitività.

Le dieci linee di intervento

1. ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE NON TECNOLOGICHE ovvero le criticità di tipo normativo, autorizzativo e di controllo derivanti da un approccio restrittivo del legislatore e degli enti preposti al controllo e al rilascio delle autorizzazioni, che di fatto rendono conveniente e preferibile, se non addirittura inevitabile, la gestione dei residui di produzione come rifiuto anziché come sottoprodotto o come materiale ai sensi dell’articolo 185, comma 1 lett. f) del D.lgs. 152/2006, ovvero penalizzano l’avvio di tali residui ad operazioni di riciclo/recupero.

2. RIDUZIONE DELLA BUROCRAZIA E DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI per le imprese, nell’ottica di stimolare lo sviluppo di iniziative di economia circolare.

3. SOSTENERE GLI INVESTIMENTI incrementando la capacità impiantistica “virtuosa” del Paese, favorendo l’efficienza degli impianti di riciclo e recupero esistenti e limitando la presenza di discariche dislocate sul territorio.

4. DEFINIRE UNA STRATEGIA PLURIENNALE in grado di includere obiettivi e strumenti che possano tutelare la transizione dei processi e prodotti delle imprese seguendo i principi dell’economia circolare.

5. SOSTENERE LA RICERCA E L’INNOVAZIONE per sviluppare tecnologie utili anche dalle micro, piccole e medie imprese che consentano una maggiore riduzione e prevenzione nella produzione dei rifiuti. Tecnologie in grado di abbattere i costi di produzione e gestione degli impatti ambientali e che spostino i limiti del riciclo, con la prospettiva di disincentivare il conferimento in discarica. Rientra in questo punto anche la necessità, secondo gli imprenditori, di definire un programma per l’accrescimento delle competenze nelle aziende, anche tecnologiche.

6. FAVORIRE LO SCAMBIO DI BENI prodotti in linea con i principi dell’economia circolare, incentivando gli standard di qualità per assicurare che abbiano un mercato di sbocco. Secondo le associazioni di imprenditori sarebbe importante anche sviluppare nuove e più corpose iniziative di simbiosi industriale.

7. CAM E GREEN PUBLIC PROCUREMENT Favorire il percorso del Green Public Procurement facendo attenzione particolare ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), è fondamentale. In questo senso, si necessita di un percorso di revisione dei criteri per adeguarli al sistema economico italiano. Negli appalti, la materia ambientale ha assunto un’importanza strategica: sarà quindi prioritario promuovere percorsi formativi rivolti alle imprese e alle PPAA, dedicati interamente ai CAM e alla loro rilevanza nella gestione dei processi di assegnazione degli appalti pubblici.

8. PROMUOVERE LA CULTURA DELLA SOSTENIBILITÀ mediante la comunicazione efficace, che sensibilizzi le scuole, ma anche le Università e le comunità locali con lo scopo di far convergere l’opinione pubblica sulla visione che l’impresa sostenibile ha un ruolo fondamentale nella mitigazione degli impatti ambientali. Sviluppare quindi buone pratiche di prevenzione e promuovere i percorsi di formazione tecnico-politica per gli imprenditori che scelgono la svolta sostenibile per le loro imprese sarà una priorità delle linee di intervento.

9. CONSOLIDARE LE PARTNERSHIP sia pubbliche che private per permettere alle imprese di fare investimenti a medio o lungo termine, potendo contare su un contesto di maggiore certezza e su un più veloce accesso al credito.

10. VALORIZZARE L’APPORTO DELLE PARTI SOCIALI che, se incluse, possono apportare un valore in più ai temi ambientali, conciliando gli interessi generali con le opportunità economiche ed occupazionali.