La salute vien guidando
― Una ricerca di Federtrasporti sullo stato psico-fisico della categoria, ne svela lo stato di salute proponendo un vademecum per colmare le debolezze del sistema logistico

Apnee notturne, obesità e poca attenzione ai problemi legati alla vista. Dolori osteo-muscolari, sindrome metabolica e pressione alta. Un quadretto non proprio rassicurante quello che ritrae i disturbi più ricorrenti tra passa le sue giornate trasportando merci, alla guida di un camion.

A tratteggiarne le peculiarità è la ricerca La Salute vien Guidando, una ricerca condotta da Federservice, del Gruppo Federtrasporti, presentata al Traspotec Logitec di Verona. Un progetto che ha voluto prefiggersi l’obiettivo di analizzare la salute non solo dei veicoli coinvolti ma anche delle persone che tutti i giorni trascorrono le ore lavorative sui mezzi.

Identikit dell’autotrasportatore di oggi

L’autotrasporto non è propriamente un mestiere svolto da giovanissimi. I dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ci fanno sapere che oggi in Italia sono attive circa 1,17 milioni di carte del conducente e che il 45,8% di essi ha un’età oltre i 50 anni.
(Leggi anche: Cercasi camionisti, consegne a rischio)

Solamente il 18,1% è rappresentato da autisti che hanno meno di 40 anni. Trend identico per i titolari delle ditte individuali (i padroncini) che, secondo Infocamere hanno tra i 50 ed i 90 anni (66% dei casi).
Sono oltre 500 gli ultranovantenni alla guida di un’azienda di trasporto: solo 8 anni fa, gli over 50 erano invece circa il 52%.

Le problematiche più comuni tra gli autotrasportatori

Oltre il 50% degli autisti presenta problemi legati alla vista e oltre la metà di questi non ha lenti adeguate. Il 29% di coloro che utilizzano gli occhiali effettua un controllo l’anno, mentre il 28% ha dichiarato di non vedere bene.
Una piccola ma non trascurabile fetta del 10% degli intervistati è consapevole di soffrire di apnee notturne ed il 43% è a rischio OSAS. Più di 1/3 è invece a rischio di sindrome metabolica. Lo stile di vita certo non aiuta, laddove la mancanza di un’alimentazione regolare fa la sua parte e la poca attività fisica fuori dal lavoro complica ulteriormente.
Solo il 49% dei camionisti pranza o cena in un ristorante o in autogrill: il 30% di essi preferisce portare il cibo da casa e il 17% non mangia oppure mangia durante la guida.
Ma ciò che sembra accomunare una percentuale più alta di autotrasportatori sono i dolori osteo-muscolari (presenti nell’80% degli autisti) ed i problemi circolatori (formicolio agli arti).

Un campanello d’allarme per il settore

Dall’analisi dei dati della ricerca non emerge un identikit dell’autotrasportatore dipinto come individuo distratto e poco attento a sé, trascurato. Ciò che deve emergere è che l’autotrasportatore altro non è che il riflesso dell’intero sistema di cui fa parte.
A breve si stima che il settore si troverà a essere composto da ultrasessantenni non troppo in salute e perché il sistema regga, è necessario accrescere il benessere degli autisti o allargare il mercato ai giovani.
Come? Rimuovendo i fattori che oggi creano difficoltà e che escludono i giovani dal mestiere. Servono, secondo la ricerca, contesti più nuovi e confortevoli (a partire ovviamente dai veicoli), ritmi lavorativi più flessibili, infrastrutture ottimizzate ed un clima economico più disteso che non faccia correre per via della concorrenza e per il ribasso dei costi.

Un vademecum in 6 punti

6 sono i punti che secondo l’indagine dovrebbero essere posti all’attenzione delle istituzioni per migliorare la salute degli autotrasportatori oggi:

  • Rendere le visite oculistiche obbligatorie
  • Equiparare il padroncino all’autista per la cura della salute
  • Lanciare una campagna di comunicazione
  • Spezzare l’equazione tra riscontro dell’OSAS e la perdita della patente e far comprendere che esiste un percorso riabilitativo per risolvere questo problema
  • Finanziare un programma per la creazione di nuove aree di sosta attrezzate con spazi per il movimento e la cura della persona
  • Introdurre i conducenti di veicoli pesanti per il trasporto merci tra le categorie di lavoratori occupati in mansioni usuranti