― In Italia prende forma il dibattito sulla digitalizzazione e l'automazione come leve dello sviluppo economico. I temi etici e giuridici legati alla protezione dei dati personali e alla tutela dei consumatori non devono essere in secondo piano. Al contrario, devono esser posti al centro della digital transformation

All’interno della Comunicazione su L’intelligenza artificiale per l’Europa, la Commissione europea ha sottolineato la necessità di assicurare un quadro di riferimento etico e giuridico in grado di promuovere un ambiente fiducioso per lo sviluppo e l’implementazione dell’IA.
Nel nostro paese, fra i temi maggiormente dibattuti prende parte il futuro del lavoro, l’equità, ma anche la sicurezza e la trasparenza degli algoritmi, insieme all’inclusione sociale.

La persona al centro dello sviluppo tecnologico

All’interno di un contesto sociale ed economico che viene costantemente e sempre più influenzato dalle tecnologie digitali, il tema della protezione dei dati personali riveste un’importanza crescente. Inteso quale diritto fondamentale per mantenere uno spazio di libertà per la persona e una sua centralità, il tema dei dati personali fa emergere priorità su cui occorre almeno fare una riflessione.
Digitalizzare il lavoro significa ridurre la ripetitività, attraverso l’automazione ed il trasferimento di mansioni alle macchine. Si stima che l’introduzione del digitale influenzerà le risorse umane sia in termini di numero che di gestione operativa del lavoro. Prima di digitalizzare un processo occorrerebbe quindi potenziare le fasi preliminari alla realizzazione.
Ecco perché una delle sfide principali della digitalizzazione sarà l’approccio crowd al lavoro, con il coinvolgimento di una base molto ampia di lavoratori, che avranno un ruolo chiave.

La formazione

Secondo le stime dell’OECD, nei prossimi 15 anni il 14% dei lavori seriali sarà sostituito da processi automatizzati ed il 40% delle mansioni attuali sarà radicalmente modificato. Secondo le previsioni, il 65% degli studenti nel 2025 farà lavori che oggi ancora nemmeno esistono. Ed il rischio concreto è scegliere un percorso formativo oggi e non riuscire domani a mettere in pratica le proprie competenze a causa dell’inarrestabile e rapido progresso tecnologico.

Le scelte digitali

Le scelte digitali sono caratterizzate da costi infrastrutturali e organizzativi molto elevati. E perdere questa percezione può portare a sottovalutare la necessaria strategia di ricerca di una pianificazione preliminare molto accurata e a scelte errate che nel lungo termine possono causare anche gravi inefficienze. Soprattutto in una fase recessiva come quella attuale, indirizzare bene i limitati investimenti è fondamentale. Occorre essere selettivi e individuare le aree di intervento prioritarie di digitalizzazione. Le eccellenze come la meccanica di precisione, i distretti industriali ma anche banalmente la moda o il turismo di certo non mancano.

La qualità dei dati

I dati sono oggi il nuovo petrolio dell’economia. Ma la loro qualità viene spesso sottovalutata e sminuita. Si tende ad usare e riutilizzare i dati senza verificarne la affidabilità o gli impatti che possono essere determinati dal loro uso. Bisognerebbe tenere in maggiore considerazione il valore che può essere generato da dati di elevata qualità, perché qualora la qualità si abbassi, genera un costo che si traduce in ritardi, inefficienze, disservizi e mancate opportunità. E’ chiaro che il fattore qualitativo richiede operazioni costose e figure in grado di costruire una rete semantica che lega dati e significati. Ma la digitalizzazione non può oggi fare a meno di un’analisi qualitativa, di primaria importanza per un utilizzo sensato della gran quantità di dati da cui siamo sommersi.

Libertà e diritti

Vivere all’interno della sfera digitale richiede un nuovo patto sociale fra chi utilizza i dati e chi li genera. Un patto che è dettato dalle regole che disciplinano la protezione dei dati personali. E’ importante trovare un equilibrio che sia in grado di non trasformare la cessione dei dati in una rinuncia alla libertà: questa è la sfida più grande a cui risponde il Gdpr, che offre molti margini per trovare questo equilibrio. Il percorso va guidato con obiettivi realistici, sulla scorta di esperienze di altri paesi e delle indicazioni che forniscono le istituzioni europee guardando obiettivi di pubblico interesse. Non è casuale se la sicurezza è diventata un principio chiave del regolamento generale in materia di protezione dei dati personali.

Vedi qui la comunicazione della Commissione europea.