― Nel mare magnum della digital transformation, è bene chiedersi quali siano ritorni economici per gli investimenti in Industria 4.0

Le principali aziende tecnologiche del mondo oggi non vendono semplicemente innovazione. Sono in grado di porsi quali partner capaci di guidare le imprese verso una completa trasformazione digitale. Attualmente, un balzo del 10% del fatturato, un abbattimento del costo delle rimanenze compreso fra 20 e 50% e un incremento del valore aggiunto per addetto del 25% basterebbero a spiegare come Industria 4.0 sia stata responsabile del cambiamento dei bilanci delle imprese, nel settore manifatturiero.

C’è da chiedersi, oggi più di ieri, quali siano i ritorni economici degli investimenti in Industria 4.0 per avere un reale parametro su cui basare le proprie analisi.
A rispondere alla domanda, ci hanno pensato tre atenei universitari: l’Università di Pisa, di Firenze e la pisana Scuola Superiore Universitaria Sant’Anna.

I progetti accademici

I poli accademici stanno infatti elaborando un nuovo modello di stima del Roi, un progetto pilota che permetterà di capire quanto l’investimento sulle nuove tecnologie possa influenzare l’economia delle imprese. Un utilissimo strumento che potrebbe incoraggiare e dare maggiore coscienza del ritorno in termini economici garantito dalla trasformazione digitale. Un indicatore di quanto, investire in digitalizzazione sia oggi un requisito per il successo. La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha portato avanti un progetto per verificare che impatto hanno le nuove tecnologie sui sistemi di valutazione delle imprese. Un aspetto importante perché agli imprenditori oggi servono strumenti di misurazione che sappiano rendere in soldoni quale sia il ritorno di questi investimenti. Le nuove tecnologie offrono risultati indubbi sia in termini di qualità che di efficienza, ma convertire questi temi in indicatori monetari, può fare la differenza.

I dati di Mise e dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

Il valore aggiunto per addetto è pari al 25%. Le tecnologie di Industria 4.0, erroneamente da quanto si pensa prevedono eccome la presenza di personale e con la quarta rivoluzione si riqualifica il lavoro dell’essere umano, che si trasforma diventando prezioso, sicuro e molto più efficiente.
Da un’analisi condotta dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, si evidenzia come oltre il 90% delle aziende italiane conosca i temi legati ad Industria 4.0 e alla trasformazione digitale industriale, mentre dai dati del Mise del 2018 emerge che solo il 47% delle grandi imprese ed il 35% delle medie ha effettuato dei progetti in questa direzione.
La risultante è che una grande parte delle aziende non ha ancora chiaro che si tratti di un mega trend, di un cambiamento con il quale non è possibile non confrontarsi. Diventa perciò indispensabile un allineamento, al fine ultimo di non perdere la propria competitività e di evolvere i propri modelli di business che richiedono logiche, approcci e dinamiche assai diverse da quelle a cui si approccerebbe tradizionalmente.

Confindustria Digitale

Il presidente di Confindustria Digitale, Elio Catania, ha sottolineato più volte il legame che unisce l’innovazione e la crescita. Il nostro paese, dopo un periodo di investimenti in linea con il resto d’Europa, si è arenata. Il deficit è di 25 miliardi l’anno. E la fotografia dell’Italia che emerge è quella di un paese a due velocità: uno che non ha compreso cosa fare e l’altro che non sa come mettere a punto i progetti di digital transformation. La prima Italia ha una crescita di fatturato pari a +9,8%, export a +5,3%, margini del +9,7% ed un costo delle rimanenze -20%/50%. Costi di manutenzione -10/40% e tempi fermo macchine pari a -30/50%. Il 4.0 procede a passi svelti grazie anche all’iperammortamento dei beni industriali che include anche il cloud. La rete di digital innovation hub funziona ed è un punto di riferimento per le imprese. E’ nata anche la rete dei competence center universitari e seppur lentamente si cresce, anche se non ai ritmi tedeschi.
L’altra parte del paese invece, continuerà a rimanere arenata o si adeguerà?