― Positiva la fiducia degli imprenditori e discrete le attese delle imprese industriali quanto a ordine e produzione. E’ quanto emerge dall’analisi di Confindustia, Srm-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Centro studi del gruppo Intesa Sanpaolo

L’economia meridionale analizzata da Confindustria

L’economia del Meridione continua a tenere una crescita moderata anche se inferiore rispetto al biennio precedente. Spinta dagli investimenti delle imprese manifatturiere e da una discreta performance sui mercati esteri, la fiducia è positiva anche se, risultati meno lusinghieri si prefigurano se si osservano le microimprese, prevalenti al Sud. I dati relativi all’occupazione e al credito bancario, si aggiungono infatti ad una spiccata debolezza del pubblico nel sostenere con gli investimenti una crescita economica più importante. Complice anche la congiuntura economica italiana, il Mezzogiorno continua a conservare elementi di preoccupazione dovuti ad una possibilità concreta di un rallentamento del ritmo di crescita.

Check Up Mezzogiorno

È il profilo che delinea Check Up Mezzogiorno, una pubblicazione a cura di Confindustria e del Centro Studi del gruppo Intesa Sanpaolo che evidenzia come PIL, occupati, export, imprese e investimenti siano tutti positivi. Anche se in realtà rallenta il ritmo con il quale si cresce rispetto al 2017. Con l’andamento attuale, ancora distante dai livelli del 2007, i principali segnali positivi continuano a provenire dalle imprese (1milione 700 mila). Positivo è il dato per le imprese di capitali, il cui saldo migliora di 20mila unità rispetto al 2017 (+6,5%).
La fiducia delle imprese manifatturiere meridionali resta positiva e si mantiene sopra la media nazionale. In particolare si confermano stabili le attese sulla produzione, mentre continua il lento miglioramento del giudizio sugli ordini.

La situazione del Sud Italia

L’incertezza sulle prospettive è confermata dalle dinamiche creditizie, malgrado un calo delle sofferenze. Continua il calo dei finanziamenti bancari alle imprese e alle famiglie, segno presunto di una frenata dei consumi che si accompagna al rallentamento della crescita dei servizi.
Segnali importanti vengono dalle esportazioni il cui valore raggiunge quasi 37 miliardi di euro nel 2018. Si incrementa l’esportazione di idrocarburi, di apparecchiature elettriche e mezzi di trasporto.
Stop improvviso invece sul mercato del lavoro meridionale, con un calo degli occupati pari a -0,6%, in Campania (-55mila) mentre aumentano di oltre 25mila unità in Calabria. Alte le percentuali di disoccupazione femminile (19,3%) e giovanile (43,3%).

Previsioni per il 2019

Le più recenti previsioni potrebbero comportare una revisione al ribasso per l’andamento del PIL nel Meridione. Ciò che continua a mancare è sempre di più il contributo dell’attore pubblico. La spesa in conto capitale della PA al Sud continua ad essere caratterizzata da un trend decrescente e se solo la spesa fosse rimasta costante sui livelli raggiunti nel 2009 anche per gli anni successivi, sarebbero stati spesi poco meno di 60 miliardi di euro in più per investimenti pubblici al Sud, con effetti positivi importanti. La ripresa degli investimenti pubblici è fondamentale così come la questione industriale. Due, le sfide che si pongono decisive per la riduzione del divario tra le prospettive di crescita al Sud e nel resto del Paese. Anche il ddl di bilancio prevede già rimodulazioni delle risorse e riduzione di quelle per investimenti delle imprese meridionali. Così posta la questione, in che direzione si vuole far andare il Meridione?