Apparecchi illuminanti e soluzioni chiavi in mano a LED sono il fiore all’occhiello di un’azienda che cresce raccogliendo consensi anche a livello internazionale, contribuendo alla promozione di ambienti di lavoro sicuri.

Michele Rottigni, titolare di Progtech, ci ha raccontato qualche segreto dell’universo del Safety Lighting. Con lui abbiamo cercato di comprendere lo stato dell’arte del settore, tracciando un parallelo tra l’esperienza dell’azienda in Italia e all’estero, due mondi che approcciano in maniera diversa alla sicurezza sul lavoro.

Innanzitutto, perché il Made in Italy?

Abbiamo scelto il Made in Italy perché è sinonimo di qualità e affabilità del prodotto, oltre che del servizio. Progtech oltre a progettare e realizzare prodotti di alta qualità e di elevata affidabilità, offre infatti anche un servizio mirato ad ogni suo cliente, proponendo le soluzioni migliori per ogni tipologia di esigenza legata alla sicurezza industriale. Un esempio sono i problemi legati alla sicurezza della movimentazione dei veicoli. La nostra produzione riguarda sia lampade che vengono applicate sui carrelli elevatori ma anche lampade dedicate ai sistemi di sollevamento. Il Made in Italy è assicurato sia per i dispositivi applicati ai mezzi che dedicati alle strutture, come in prossimità di un incrocio o di un’uscita di sicurezza per meglio identificarla e segnarla. Generalmente, le nostre soluzioni si legano a sistemi dinamici, ovvero all’utilizzo di sensori che ad esempio fanno accendere le lampade solo in determinati momenti, per avvisare che c’è un incendio o che c’è una situazione di emergenza. Questo è un po’ quello che fa Progtech con il Made in Italy: oltre a fornire un prodotto, fornisce una soluzione vera e propria, una consulenza e l’assistenza che non fa crescere il costo del servizio. Perché Progtech offre soluzioni chiavi in mano garantite 5 anni e non esclusivamente prodotti quindi il costo unico include anche assistenza e installazione. I nostri pacchetti sono completi e includono centraline, sensori, lampade ma soprattutto soluzioni. Quindi il costo lo si deve vedere nell’ottica della vendita della soluzione e non del singolo prodotto.

Progtech offre quindi soluzioni sia per i carrelli elevatori che installazioni studiate per gli stabili. Qual è il trend attuale, quali sono le soluzioni ed i prodotti maggiormente richiesti dalle aziende italiane?

Se parliamo di quest’anno e dell’andamento in base alla data di uscita del prodotto, i prodotti più richiesti dalla nostra clientela sono stati quelli che vedono la loro applicazione sul carrello elevatore (SafetyBar20) e quelli da applicare sui carroponte (SafetyBar30). Di recente anche SafetyBarHP, che è la stessa versione potenziata in High Power, sta avendo molto successo soprattutto per ambienti di lavoro molto particolari.
L’auspicio è di continuare a incrementare la quota di mercato su questi prodotti, ma sono in uscita anche le nuove linee di prodotti (SafetyBar25) che proietteranno barre rosse e verdi per segnalazioni di camminamenti, percorsi luminosi, uscite di sicurezza ed emergenza, gestione degli incroci (barre luminose con effetto semaforico) e prodotti che proiettano simbolo (lettere, numeri, segnali tipici della sicurezza).
L’ultimo arrivato in casa Progtech è un prodotto che lavora dai 3 ai 4 metri di altezza fino ai 10 metri e, che quindi, va a completamento del predecessore che copre altezze fino ai 15 mt. Inoltre, nel 2019 si affiancheranno e probabilmente raggiungeranno lo stesso volume di vendita anche due nuove linee Safety Bar 25 e la linea Mini Mid Safe che proietta simboli di ogni genere.

Safety Bar HP
Safety Bar 30 EVO
Safety Bar 25 GREEN
Safety Bar 20

Nella vostra esperienza, quali sono le principali differenze tra l’Italia ed i mercati esteri? Che livello di sensibilità riscontrate in relazione alla sicurezza e all’implementazione di queste soluzioni?

Il mercato internazionale per noi è ancora abbastanza fresco. La prima fiera internazionale ci ha visti protagonisti a Francoforte nel marzo di quest’anno. E’ andata molto bene: avevamo il 2% di fatturato estero e adesso chiudiamo l’anno con oltre il 10%, con la prospettiva di passare al 20% nel 2019. Questo è un segnale che fa capire subito che all’estero ci sia una più spiccata sensibilità perché forse le aziende europee ma anche extra-europee da più tempo sono orientate a innalzare i propri standard di sicurezza. Basta dare un’occhiata alle percentuali italiane di incidenti sul lavoro si comprende bene come non si scelga di operare in ambito sicurezza in maniera preventiva ma piuttosto si corra ai ripari a incidente avvenuto. Tante aziende in Italia sono molto sensibili ma altrettante tengono l’investimento sulla sicurezza in disparte e ciò avviene a nostro parere più per mancanza di una vera e propria cultura della sicurezza che per assenza di fondi da investire. Però, per spezzare una lancia a favore del mercato italiano però possiamo dire che malgrado non siamo a livello europeo, negli ultimi due anni è sicuramente stato fatto un passo avanti in questo senso. In fatto di vendite, la differenza principale con l’estero è che la nostra soluzione viene colta molto positivamente e tante aziende estere ordinano proprio a scatola chiusa. Vedono il prodotto, ricevono la scheda tecnica e ne ordinano una dozzina, per provarlo. Sono più smart, probabilmente più istintivi e di sicuro investono sulla fiducia.

Uno dei vostri punti di forza è la flessibilità dei vostri prodotti, adattabili alle più diverse realtà industriali.

I nostri prodotti sono per natura ma anche per volontà nostra molto flessibili. Si adattano non solo a diverse realtà industriali ma anche ad utilizzi diversi. Lo stesso prodotto può essere utilizzato in contesti differenti ed avere una riuscita ottimale in entrambi i casi. E’ ad esempio il caso delle lampade per carroponte che proiettano sbarre e che possono essere utilizzate anche per delimitare zone di pericolo perché magari non c’è altro modo di segnalarlo. E’ la situazione tipica delle fonderie in cui non è possibile utilizzare segnaletica orizzontale a causa delle temperature elevate o di ambienti molto polverosi. Lavoriamo con aziende chimiche, fonderie in cui le situazioni potenzialmente pericolose sono all’ordine del giorno e dove c’è movimentazione di veicoli, dobbiamo far sì che i prodotti che progettiamo siano completamente aderenti alle necessità dei luoghi oltre che dei mezzi. Solo così si tutela la piena sicurezza degli operatori e anche degli ambienti di lavoro.

Oggi possiamo dire ci sia in atto una sostituzione della vecchia segnaletica con quella nuova oppure siamo piuttosto davanti ad un’integrazione delle due?

C’è una sostituzione in atto ma anche un’integrazione. Ci sono aziende che stanno investendo in questa direzione perché magari il sistema attuale non è abbastanza visibile o sufficientemente sicuro allora optano per una soluzione che non è ancora obbligatoria (quella integrata) ma che rappresenta un netto miglioramento delle condizioni di sicurezza attuali. L’esempio più semplice è sul classico carrello elevatore dove si installa la proiezione di barre blu che non è obbligatoria ma che stanno adottando in molti soprattutto all’interno di stabilimenti in cui c’è tanto rumore e non è sempre facile sentire l’arrivo dei veicoli. In questi casi è necessaria la proiezione delle barre e quindi l’integrazione dei sistemi e delle soluzioni è di sicuro la carta vincente.