La Robotica, l’Intelligenza Artificiale, l’IoT sono una enorme opportunità per lo sviluppo dei settori nevralgici dell’Unione. Tra questi, i trasporti rivestono un ruolo di grande importanza, così come la sanità o l’agricoltura insieme all’industria manifatturiera. Ma, dall’altra parte, sono forieri di problematiche enormi, in primis per ciò che attiene il tema della responsabilità.

Nell’ottica di rispondere a queste esigenze e di tutelare le garanzie di protezione dei dati personali e la sicurezza informativa, l’Europa ha messo a punto un piano organico che servirà a sostenere lo sviluppo dei progetti di intelligenza artificiale e robotica. Si chiama European AI Alliance ed è una piattaforma partecipativa che punta a raccogliere i contributi di cittadini, delle imprese e degli specialisti sul tema dell’IA.
L’intenzione è creare un’area di discussione e di stimolo allo sviluppo delle varie attività connesse, ponendo le questioni più impattanti e su cui si richiede un intervento, sotto l’attenzione dei 52 esperti dell’High Level Group on Artificial Intelligence. “Sedersi allo stesso tavolo” è certamente una occasione imperdibile per appassionati ed esperti di IA e rappresenta una chance di riflessione su un tema i cui pericoli non possono ancora essere completamente mappati, in termini di rischi per i diritti umani.

A lavorare in questa direzione, la commissione LIBE del Parlamento Europeo, che ha pubblicato un documento nel quale offre il suo contributo allo sviluppo del piano organico europeo in materia di robotica e intelligenza artificiale.
C’è da ricordare che la commissione ha svolto (e continua a svolgere per lo stesso ambito) un’intensa attività anche in fase di preparazione del regolamento generale sulla protezione dei dati.
All’interno del documento in questione, la LIBE raccomanda alla commissione europea di coinvolgere tutti gli specialisti necessari a prevenire possibili effetti distorti derivanti dall’utilizzo dell’IA, suggerendo inoltre di sviluppare gli strumenti idonei, le politiche e le norme in grado di tenere sotto controllo le preoccupazioni legate ad utilizzi inappropriati dell’intelligenza artificiale che possano violare privacy e security. L’uso criminoso dell’IA può condurre infatti a violazioni di gravità estrema, per cui qualunque sviluppo e progetto che la contempli deve tener conto dei vincoli attinenti la protezione dei dati.

Quindi sì allo sviluppo di applicativi di intelligenza artificiale a livello europeo e col sostegno dell’Europa ma a condizione che vengano rispettare le regole fondamentali di protezione delle libertà e dei diritti degli individui coinvolti.
A tal proposito, l’Alleanza europea sull’intelligenza artificiale affidataria dell’incarico di messa a punto delle linee guida etiche, dovrà redigerle e consegnarle alla Commissione entro la fine del 2018, perché siano applicate su tutti i paesi dell’Unione.