― Il 4 dicembre a Vienna la Commissione Europea comunicherà i 6 progetti finalisti

Garantire all’Europa una posizione leader nel settore della robotica.
Uno scopo ambizioso ma anche ripagato con 1 miliardo di euro di fondi che l’Unione europea ha stanziato per promuovere lo sviluppo di creazioni innovative nel campo della robotica.
E, in lizza per aggiudicarsi parte del contributo c’è anche l’Italia, con Robotics, un progetto di sviluppo del robot del futuro, che, se passerà il vaglio della Commissione europea, sarà finanziato con un investimento importante.

Il contributo europeo è stato studiato per 6 progetti che riceveranno un finanziamento iniziale della durata di un anno utile a dare inizio alle attività preparatorie di ricerca. E Robotics concorre ponendosi da sunto della sostenibilità economica, sociale e soprattutto ambientale, con un team di 800 ricercatori coordinato da Cecilia Laschi, professore ordinario di Bioingegneria industriale dell’Istituito di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, esperta nella progettazione di robot soffici e da Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di Micro-Bio-Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ideatrice degli automi pianta.

Il progetto italiano punta a risolvere tutti quei fattori che impediscono un effettivo ingresso delle innovazioni tecnologiche sul mercato, creando degli automi che rispettino l’ambiente e siano in grado di crescere, imparare e cambiare sembianze e di procurarsi autonomamente l’energia di cui necessitano.
Il problema, spiegano gli esperti, è che i risultati tecnologici sono rapidi, promettenti ed ambiziosi ma tentare di trasferire il tutto dal laboratorio al mercato è sempre difficile perché non avviene mai con un piano di sviluppo consolidato e strutturato, né tanto meno a lungo termine.

La candidatura italiana mira alla creazione di automi che possano coadiuvare le mansioni svolte dall’essere umano, entrando nel mondo del lavoro senza incrementare disoccupazione e povertà. Una sinergia in grado di avvicinare ambiti che fino a questo momento sono rimasti separati come i big data, la matematica, l’intelligenza artificiale ma anche i materiali e la biologia, realizzando robot che possano dirsi veramente flessibili e plasmabili alle esigenze umane.

La proposta a guida italiana vuole imprimere un’accelerazione alla diffusione dei robot da servizio, definendo i modelli economici su cui basare la società ad alta densità robotica e riducendone l’impronta ambientale. Lo sviluppo tecnologico non può infatti fare a meno di procedere in parallelo con la costruzione di una società pronta ad accogliere i robot. Ecco perché, per il progetto che coinvolge una comunità scientifica molto ampia, il paradigma della sostenibilità ambientale è fondamentale. Negli intenti di Robotics, infatti, è fortemente sentita l’ambizione di costruire robot biodegradabili, con un ciclo di vita simile a quello degli esseri umani.

Oggi si calcola che circa 1/3 della produzione mondiale del settore della robotica sia made in Europe, una quota destinata a salire al 50% se si considerano anche i robot per la sicurezza, in primis i droni.
Con questo programma decennale l’Europa vuole darsi una visione di lungo periodo importante per conservar questo primato e guadagnare terreno – fortemente insidiato da Stati Uniti, Corea e Cina -, sul fronte dell’Intelligenza Artificiale.
Ci riuscirà? Lo scopriremo il 4 dicembre!