― Il contratto della logistica è il principale contratto del settore dei trasporti, che coinvolge oggi circa 700mila lavoratori. L'intesa, rispetto ai rider è arrivata dopo due anni dal precedente contratto e conclude probabilmente le agitazioni e gli scioperi proclamati per la prima metà di dicembre.

Era il 31 agosto del 2013 quando veniva firmato il penultimo contratto nel mondo della logistica. Allora, la necessità era definire il driver, colui che svolge l’attività di corriere e che ha il compito di consegnare la merce.

Eravamo in piena esplosione dell’e-commerce, ignari che solo 5 anni più tardi, altri tavoli tecnici e sindacali, avrebbero regolarizzato con un ultimo, in ordine di tempo, contratto, i .

È arrivato appena una settimana fa, il contratto siglato da Confetra, Anita, Conftrasporto, Cna-Fita, Confartigianato trasporti, Sna-Casartigiani, Claai e Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti firmatari per la parte sindacale. Un contratto che codifica una nuova figura, facendola entrare a pieno titolo nel dettato contrattuale.

Un primo passo, in barba all’algoritmo di cui si è tanto discusso ultimamente, che impone i 220 km/h non tenendo conto del fattore umano. Un primo compromesso utile, che stabilisce – in una postilla – che in sede di stesura verranno stabilite anche le eventuali “definizioni delle nuove figure di lavoratori adibiti alla distribuzione delle merci tramite cicli, ciclomotori, motocicli, natanti e imbarcazioni, le declaratorie e i livelli di inquadramento e l’orario di lavoro”.

Il contratto della logistica è il principale contratto del settore dei trasporti, che coinvolge oggi circa 700mila lavoratori. L’intesa, rispetto ai rider è arrivata dopo due anni dal precedente contratto e conclude probabilmente le agitazioni e gli scioperi proclamati per la prima metà di dicembre.
Il rinnovo giunge in una fase veramente critica per il settore, tanto che i sindacati hanno condiviso la necessità di verificare i trattamenti economici del comparto entro l’estate del 2019, prima dell’erogazione dell’ultima rata dell’incremento salariale.

L’accordo, fissa nel numero di 39 le ore lavorative settimanali, le cui eccedenze saranno considerate come prestazione straordinaria. La durata della settimana, non potrà superare le 48 ore ed è prevista la clausola della settimana mobile per i riposi settimanali. La diversa programmazione dell’orario potrà essere attuata ma solo per un massimo di 4 settimane nell’arco dell’intero anno di lavoro, con il riconoscimento di una indennità di disagio quantificata in 50 euro settimanali.

A quanto pare, l’intesa è riuscita a coniugare le istanze emerse durante la trattativa, superando le più rosee aspettative. Maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro da parte dell’imprenditoria e soluzione del gap che differenziava contrattualmente i rider dai contratti degli altri settori, anche affini.

Il nuovo contratto cercherà di porre rimedio anche nei confronti delle attività logistiche illegali di facchinaggio e movimentazione merci, che non danno garanzie in caso di cambio di appalto. In questo versante, le aziende si impegneranno a esternalizzare solo alle imprese che utilizzano il ccnl. E, infine, per contrastare le forme di caporalato, saranno avviati controlli ed ispezioni serrate.

A quanto pare, l’ammodernamento del ccnl di un settore cardine per lo sviluppo del nostro Paese, è dunque un primo, ma non piccolo, passo verso il miglioramento delle professionalità ed il rispetto della legalità, a lungo bistrattate.